Alberto Mondazzi e la 10K di Valencia: “Mai allenato così bene, ora la Mezza di Barcellona”

Nella velocissima domenica di Valencia, oltre ai nuovi primati europei di Eilish McColgan (30’08”) e Andreas Almgren (26’45”) e ad altri diciotto record nazionali, va sottolineata la crescita di Alberto Mondazzi, diventato grazie al crono di 28’00” il quinto italiano di sempre nei 10 chilometri su strada alle spalle di Yeman Crippa, Francesco Guerra, Pietro Riva e Yohanes Chiappinelli.

Il fatto è che Alberto, a differenza degli altri azzurri, corre da professionista (dal Trentino, a distanza, lo segue Pierino Endrizzi ma nel quotidiano a dargli una mano dalla bici è il papà che lavora nello sport come nutrizionista) ma professionista non è, non appartenendo ad alcun gruppo militare e guadagnandosi la vita con un lavoro full time.

Il comasco dell’Atletica Casone Noceto, 28 anni il prossimo 21 febbraio, negli ultimi mesi ha trovato una grande condizione e in Spagna si è migliorato di ben 43 secondi rispetto al crono fatto segnare in autunno all’Hipporun di Vinovo.



Alberto, questi 28 minuti netti li sentivi nelle corde?
“Sì, anche gli ultimi test del lattato effettuati al Centro Mapei davano una proiezione simile. Sono partito per Valencia con quest’obiettivo cronometrico”.

Rispetto all’autunno c’è stato un grande progresso. Da dove nasce?
“Dalla continuità che ho avuto negli allenamenti a partire dall’estate scorsa. Non mi sono mai allenato bene come negli ultimi sei mesi. Senza intoppi e con nuove intensità”.

Cosa c’è di speciale a Valencia?
“Una combinazione di fattori: il percorso veloce, i rettilinei lunghi, l’asfalto senza buche. Il livello è alto e tu hai sempre un punto di riferimento importante. E il meteo. In partenza c’erano circa otto gradi, ma il freddo è secco e abbiamo corso in assenza di vento. Un atleta come me ha bisogno di questi percorsi. Il 31 dicembre ho corso alla BOClassic ma lì, tra curve e il pavimento sconnesso del centro storico, la mia economia di corsa ne risente”.

A proposito di BOClassic: come hai gestito i pochi giorni che ti hanno poi portato a correre di nuovo una 10K a Valencia?
“Anche a Bolzano stavo preparando Valencia e quindi nei giorni tra le due gare ho essenzialmente scaricato. C’è stato solo un allenamento di intensità: 2×2000 metri in 5’42”, 2×1000 metri in 2’45” e infine 6×500 a 1’20″”.


Quali sono adesso i prossimi obiettivi?
“A metà febbraio parteciperò alla Mezza Maratona di Barcellona dove spero di migliorare il mio pb di 1h02’15” realizzato ai tricolori di Cremona lo scorso 20 ottobre. L’obiettivo è quello di scendere sotto l’ora e due minuti, un obiettivo che credevo di poter raggiungere nel 2025 a Copenaghen ma che invece ho dovuto rinviare avendo corso in 1h02’36″”.

La tua è una bellissima storia di caparbietà e passione, dal momento che gran parte della giornata la dedichi al lavoro.
“Da sei mesi, dopo le esperienze in Irlanda, sono impiegato in un’azienda di Amburgo che si occupa di energia rinnovabile. Lavoro in smart working, una volta al mese vado fisicamente in Germania. Credo che chi non è professionista corra molti più rischi di infortunarsi e io stesso ne ho avuto la riprova in questi anni. Perché per allenarti hai poco tempo la sera, magari sei già stressato dalla giornata di lavoro e in più trascuri lo stretching, la forza, la fisioterapia. Complessivamente la qualità è minore”.

Nessun rimpianto, in ogni caso.
“Correre e migliorare è sempre stato il mio obiettivo, ma non ho mai voluto trascurare gli studi (è laureato in economia, la Magistrale l’ha conseguita a Dublino ndr) e sono contento della soluzione che ho trovato al momento”.


Sui 10 km cosa ti aspetta?
“Spero di continuare su questa strada, penso di poter crescere ancora. Sapevo che il precedente 28’43” non mi rispecchiava e allora a Valencia ho corso in maniera conservativa per essere certo di piazzare il risultato. A metà gara mi sono accorto di avere tanto gas e ho cambiato ritmo, infatti ho corso l’ultimo chilometro in 2’40″”.

I 10.000 su pista, vista la penuria di azzurri dediti alla specialità, ti accoglierebbero a braccia aperte.
“Punto alla Coppa Europa di La Spezia, voglio correre sotto i 28′ tra aprile e maggio (pb di 28’37”), sapendo di avere davanti Francesco Guerra, al momento è lui quello che ha fatto il salto di qualità sulla distanza”.

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