Ai mondiali di corsa in montagna e trail disputati lo scorso fine settimana a Canfranc, sui Pirenei spagnoli, ha brillato la stella di Licia Ferrari, capace di trascinare con un eccellente quinto posto individuale le compagne Martina Ghisalberti, Alice Rosa Brusin e Camilla Bonariva alla conquista della medaglia d’argento a squadre nella gara di Up e Down riservata alle under 20.
La portacolori dell’Atletica Valchiese che vive a Tiarno di Sotto, in Val di Ledro, ha chiuso con il crono di 40’06” l’ennesima prova in cui ha dimostrato talento ed eclettismo. Poche settimane prima, Licia Ferrari aveva dominato la prova Classic tricolore della sua categoria a Borno (Brescia), bissando il titolo italiano conquistato a luglio nella prova Uphill.
Ma l’allieva di Ennio Colò, 18 anni compiuti a febbraio, sa farsi apprezzare anche su strada e in pista: ai Campionati italiani di Grosseto è arrivata seconda nei 5000 metri alle spalle di Olivia Alessandrini, per poi guadagnarsi la convocazione per gli europei di Tampere.

Licia, quali obiettivi ti eri prefissata prima di partire per Canfranc? E’ andata come speravi?
“Sono arrivata in Spagna un anno dopo aver vinto il mondialino Under 18, consapevole di essere al primo anno nella nuova categoria e della forza della tedesca Julia Ehrle, che infatti ha poi vinto la medaglia d’oro. Era la prima volta che mi misuravo con le due ugandesi che poi sono salite sul podio (Nancy Chepkwurui e Felister Chekwemoi), non sapevo cosa aspettarmi, ma in linea di massima sono partita pensando di poter arrivare tra le prime dieci. E’ arrivato un quinto posto, quindi meglio di così non potevo fare”.
Cosa provi quando corri in montagna?
“Tanta libertà, mi piace perché cambi di continuo paesaggi e i percorsi sono sempre diversi, alcuni più tecnici, altri meno, altri con più o meno salita. Il mio primo amore è stato il cross, ma la mia società era impegnata anche con le gare in montagna e mi ha proposto di parteciparvi. Sono una a cui piace cambiare le superfici e fin dall’inizio ho ottenuto ottimi risultati”.
Il 2025 ti ha regalato progressi e grandi soddisfazioni. Va bene così?
“Sì, ho raccolto i traguardi prefissati innanzitutto nella corsa in montagna, vincendo due titoli italiani, sia in salita che nell’Up e Down per poi ottenere il piazzamento di prestigio ai mondiali”.
Ma c’è anche la pista, con il settimo posto nella finale dei 5000 metri agli europei under 20 in Finlandia.
“Dove ho migliorato di 20″ il mio personal best (16’10″88, ndr) facendo segnare il miglior risultato di sempre per una junior di primo anno sulla distanza. Senza dimenticare il cross, con il titolo italiano vinto e la qualificazione per gli europei, e il sesto posto colto con la maglia della Nazionale all’International Road Race Under 20 di Oderzo”.

Con il tuo allenatore Ennio Colò su cosa state lavorando per le gare in pista?
“Stiamo affinando la tecnica e la fase di spinta con esercizi e allenamenti mirati, l’obiettivo è di abbassare i tempi il prossimo anno”.
All’inizio di agosto gli europei in pista, a fine settembre i mondiali di mountain running. Come hai gestito la preparazione?
“In estate ho lavorato prevalentemente in pista, utilizzando la corsa su strada per le sedute più lunghe. Dopo l’esperienza di Tampere, sono tornata alla corsa in montagna, con due allenamenti specifici per i campionati italiani, uno sui sentieri e un altro sulla velocità in pista. Poi a settembre, con l’ufficializzazione della convocazione per i mondiali, mi sono dedicata a dei lavori tecnici offroad su salite e discese più tecniche. Sono arrivata a Canfranc con 3-4 sessioni di corsa a settimana, per un totale di 8-10 km percorsi quotidianamente, tutti vicino casa, nella mia Val di Ledro o più giù nella Val Chiese dove c’è qualche salita più ripida”.
A proposito di chilometri e distanze: cosa c’è nel tuo futuro?
“Per il momento resterò sulle brevi distanze, non mi sento pronta per allungare. In pista, i 5000 metri resteranno la gara che proverò a migliorare, anche se tra qualche anno mi piacerebbe fare anche i 10.000. Stesso discorso per la montagna, il focus resterà su gare di 7-8 km come le tre disputate in questo 2025 per i grandi appuntamenti”.

Il programma delle prossime settimane?
“Continuerò per qualche altro giorno ad allenarmi su strada e in pista. A fine mese mi dedicherò ai cross, comincerò a correre sui prati per poi inseguire la qualificazione agli europei di fine anno (a Lagoa, in Portogallo, ndr). Non parteciperò invece ai campionati italiani su strada perché sarò impegnata con la gita scolastica (frequenta il 5° anno del Liceo Scientifico di Riva del Garda, ndr)”.
Con che scarpe hai corso i mondiali di Canfranc?
“Con le Asics Fuji Speed 4. L’ho testata in pochi allenamenti prima dei mondiali e mi ha convinto, cercavo una scarpa che fosse più reattiva e flessibile si è dimostrata ideale per il percorso abbastanza fluido e non troppo impegnativo di Canfranc”.
Sei trentina come la Battocletti. E come Nadia, i primi passi li stai muovendo nella corsa in montagna…
“E’ sicuramente una fonte d’ispirazione, sia per la sua storia, sia perché viene dalla mia stessa regione. Guardo tutte le sue gare, mi piacerebbe diventare come lei. Ho già avuto modo di conoscerla e di scambiare qualche parola insieme a lei, in occasione delle ultime due edizioni degli europei di cross disputati con la maglia azzurra”.
foto Gulberti/WMRA e Grana / Fidal

