Il cross alle Olimpiadi Invernali? Le federazioni della neve non ci stanno

La rivoluzione procede a piccoli passi e in modo silenzioso. Dalle stanze del potere, nel caso specifico World Athletics e Comitato Olimpico Internazionale, trapela infatti ottimismo sull’introduzione di nuove discipline ai prossimi Giochi della neve dopo l’edizione ormai imminente di Milano-Cortina 2026.
Nelle ultime settimane si è infatti parlato tanto di un possibile approdo del cross alle Olimpiadi Invernali. La corsa campestre, specialità tipicamente della stagione più fredda, farebbe il suo esordio nell’edizione del 2030 che si disputerà sulle Alpi francesi e lo farebbe in compagnia del ciclocross.

Al lavoro ci sono Sebastian Coe e David Lappartient, quest’ultimo è il numero uno dell’Unione Ciclistica Internazionale. A spalleggiarli c’è il nuovo corso del CIO capitanato dall’ex nuotatrice Kirsty Coventry, piuttosto propensa alle novità.

Portare il cross alle Olimpiadi Invernali sarebbe l’ennesimo colpo messo a segno per Coe, non nuovo ai cambiamenti anche se spesso criticati, come le continue modifiche imposte alla marcia (l’ultima, l’equiparazione alle distanze di maratona) e l’introduzione dei primi campionati mondiali di tapis roulant.


La corsa campestre, dominata a livello mondiale dai mezzofondisti keniani, etiopi e ugandesi già protagonisti in pista e su strada, consentirebbe a Coe di allargare all’Africa le possibilità di entrare nel medagliere dei Giochi Invernali. E la cosa piace alla Coventry, che viene dallo Zimbabwe.

Per le gare di cross e ciclocross sarebbe già pronta anche la location: la Planche des Belles Filles, sui Vosgi, teatro delle grandi sfide in salita del Tour de France.

Il cross alle Olimpiadi invernali? Va cambiato il regolamento

Ma c’è un però e non è di poco conto. Per annettere il cross alle Olimpiadi invernali occorre modificare il regolamento. Che attualmente impone alle discipline dei Giochi di svolgersi esclusivamente su neve o ghiaccio. Quindi sia cross che ciclocross (qualche anno fa fu organizzata la tappa di Coppa del mondo in Val di Sole, a Vermiglio) dovrebbero accettare allo stato attuale delle cose di correre le rispettive gare sulla neve…


Le sette federazioni che compongono il quadro delle discipline invernali (sci, snowboard, pattinaggio, hockey ghiaccio, biathlon, bob e skeleton, slittino e curling) intanto hanno inviato al CIO un comunicato congiunto per manifestare la propria ostilità all’idea.

“Il marchio, la tradizione e l’identità dei Giochi invernali saranno indeboliti se gli sport estivi verranno aggiunti al programma olimpico – si legge nella nota congiunta firmata dall’AIOWF, l’associazione che riunisce le sette federazioni – L’innovazione deve concentrarsi sullo sviluppo degli sport invernali esistenti”.

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