La grande sfida di Sydney McLaughlin: riuscirà a battere Paulino e Naser nei 400 piani?

Da anni è la regina incontrastata dei 400 ostacoli. Ma ai mondiali di Tokyo non la vedremo sulla distanza prediletta, bensì sotto un’altra veste. La nuova sfida di Sydney McLaughlin non prevede le tanto amate barriere, che nel 2024 l’hanno vista ritoccare ancora il record del mondo portandolo a 50″37 in occasione della finale olimpica.

Il progetto 400 piani per la McLaughlin è una riedizione di quello fallito due anni fa, quando la statunitense fu costretta a rinunciare ai mondiali di Budapest per un infortunio al ginocchio. Negli ostacoli, tra pochi giorni come allora, largo a Femke Bol, favorita d’obbligo per l’oro in Giappone. Nuova distanza, altre avversarie: a tremare stavolta sono le due grandi interpreti della distanza: la dominicana Marileidy Paulino, campionessa del mondo e olimpica in carica, e la bahreinita Edi Naser.

Difficile alla vigilia di questi campionati del mondo fare un pronostico secco. Ma di sicuro il cambio di gara della McLaughlin è uno dei temi più interessanti di tutta la rassegna iridata e fa dei 400 femminili un evento molto atteso.

Il 2025 di Sydney McLaughlin

La McLaughlin ha un personale sul giro di pista di 48″74 realizzato a Eugene nel 2023, alla vigilia di quel mondiale che poi non disputò, crono sfiorato di un solo centesimo l’anno scorso al Gran Prix di New York due mesi prima di conquistare il secondo titolo olimpico consecutivo nei 400 ostacoli.


Nel 2025 Sydney vanta la terza miglior prestazione dell’anno, il 48″90 realizzato ai Trials il 2 agosto. Prima di lei ci sono appunto le due regine della specialità: Naser, che ha corso in 48″67 a Kingston, ad aprile, nella prima tappa di Grand Slam Track, e Paulino, capace di 48″81 a Parigi in Diamond League a fine giugno.

Sappiamo l’americana essere un vero cecchino: si fa vedere pochissimo ma è poi capace di piazzare la zampata nei momenti che contano. Ed è questo che fa più paura alle rivali.

Quest’anno, essendo il personaggio immagine della lega creata (e poi naufragata) da Michael Johnson, Sydney ha cominciato insolitamente a correre molto presto. Per lei subito sei apparizioni (obbligatorie da contratto) in Grand Slam Track, tra aprile e giugno, con il doppio impegno per ogni tappa previsto dalla formula del circuito:

4 aprile a Kingston: 400hs in 52″76
6 aprile a Kingston: 400 in 50″32
3 maggio a Miami: 400hs in 52″07
4 maggio a Miami: 400 in 49″69
31 maggio a Philadelphia: 100hs in 12″70
1 giugno a Philadelphia: 100 in 11″21


Poi solo altre tre uscite in tutta l’estate e sempre nei 400 metri: il 5 luglio al Prefontaine Classic (Diamond League) con il tempo di 49″43, l’1 e 2 agosto ai Trials, sempre a Eugene: 49″59 in semifinale, season best di 48″90 in finale con il titolo nazionale.

Le parole di Sydney McLaughlin alla vigilia dei mondiali

Sul primato del mondo nei 400 piani di Marita Koch (47″60 nel 1985)
“Le ultime prestazioni sui 400 hanno riacceso l’interesse su quest’argomento, ma credo che siamo ancora lontani da quel tempo nonostante prima o poi possa essere battuto”.

Sydney McLaughlin oro dei 400 ostacoli.


Sullo stagionale di 48″90
“Il mio PB risale al 2023 ed è di sedici centesimi inferiore, ma quest’anno so di avere lavorato tanto e bene e che a Tokyo riuscirò a dare il meglio di me stessa, anche perché sarò stimolata da grandi avversarie”.

Sulla scelta di puntare sui 400
“Credo di poter dare ancora tanto nei 400 ostacoli e di poter migliorare il primato del mondo. Non abbandono i 400hs, ma amo sfidare me stessa su diversi terreni, come l’idea di cambiare specialità e avere nuovi stimoli. Volevo assolutamente tornare alla sfida che non sono riuscita a portare a termine due anni fa ai mondiali di Budapest per l’infortunio al ginocchio”.

Quando vedere all’opera il talento di Sydney McLaughlin ai mondiali di Tokyo?
Domenica 14 settembre nelle batterie che cominciano alle 12,25. Semifinali in programma martedì 16 alle 14,05 e finale giovedì 18 alle 15,24.

Qui il calendario dei mondiali di Tokyo

foto Grand Slam Track

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