Senza lieto fine. Il ritorno in pompa magna di Marcell Jacobs si ferma sul più bello. Giusto in un’amarissima finale dei 100 metri, che non gli consente di centrare il terzo oro europeo consecutivo.
Una grande delusione, dopo l’illusione, giustificatissima, data dall’impressionante semifinale dominata dal poliziotto bresciano. A vederlo correre con quella scioltezza, non si potevano immaginare veri rivali in vista dell’atto conclusivo.
E invece ecco l’epilogo che non ti aspetti. Jacobs non è reattivo allo sparo come un’ora prima. Perde terreno, poi si rialza. Come quegli scalatori che in salita non ce la fanno più. A stoppare l’azzurro, mentre il padrone di casa Romell Glave andava a succedergli nell’albo d’oro, un problema muscolare all’adduttore.
Non ci voleva. Perché interrompe bruscamente la rinascita del campione, risollevato dal ritorno con Paolo Camossi e davvero convincente per tutta l’estate. Ed è un guaio anche per la 4×100: le speranze di rilancio della staffetta erano legate alle performance (e al ruolo di leader) di Marcell. Mentre adesso…
Le regine del mezzofondo
La seconda serata di Birmingham ci aveva però regalato una gioia, anzi due. Entrambe nella stessa gara, i 5000 femminili. Da un lato la medaglia d’oro di Nadia Battocletti (e anche stasera risuona l’Inno di Mameli, meglio non perdere l’abitudine). Annunciatissima se non proprio scontata: terzo titolo europeo, il secondo nei 5000.

La trentina in Europa è una sentenza. E non ha rivali. Tanto da fare sembrare tutto facile. Gestisce per quasi tutta la gara, poi apre il gas e tanti saluti alla concorrenza.
Negli appuntamenti che contano Nadia non sbaglia mai. Anche in questa estate più dura delle altre. Lo si era visto al Golden Gala, lo ha confessato lei ai microfoni stasera. Il fisico non è sempre stato al top. E per far salire la ferritina si è affidata alla carne di struzzo. Eccola la ricetta giusta per confermarsi ai vertici. E ora sotto coi 10.000.
Di questa prima gara del mezzofondo femminile resta l’altro lato del racconto, la splendida e meno attesa medaglia di bronzo di un’altro ingegnere, Micol Majori, allieva di Stefano Baldini.
Negli ultimi mesi si è migliorata tantissimo e oggi ha corso con intelligenza sopraffina in una gara super tattica. Raccogliendo in un colpo solo tutti i frutti del lavoro in quella volata di grinta e potenza che ricorderemo a lungo.
foto Grana / Fidal
