Riecco Ludovica Cavalli: la freschezza nell’ultimo giro e un agosto a tutto gas

Ai campionati italiani di questo fine settimana, accanto ai big più attesi, ci saranno tanti atleti a caccia di progressi e di un completo recupero come Ludovica Cavalli, la cui stagione outdoor di fatto è appena iniziata complice un infortunio muscolare che ha compromesso non poco la preparazione per i mondiali di Tokyo.

La mezzofondista genovese del team On Europe, in queste ore lascerà il raduno di Castellon e raggiungerà Caorle, dove correrà i 1500 metri, distanza al momento infuocata con tante pretendenti alla maglia azzurra e il recente ritorno ad alto livello di Marta Zenoni e Gaia Sabbatini. La prima uscita stagionale per l’ex allieva di Stefano Baldini risale a una decina di giorni fa, dove ha corso in 4’10” al meeting di Madrid.

“E’ stata una gara molto tattica, quindi il riscontro cronometrico fa poco testo – spiega Ludovica Cavalli – Però mi è servita tanto anche perché sto lavorando sull’ultimo giro per tornare a sfruttare le mie caratteristiche. Questo aspetto mi era mancato lo scorso anno, dove l’idea di fondo era quella di lavorare più in funzione dei 5000. Il mio nuovo allenatore (Thomas Dreissigacker, lo stesso di Federico Riva anch’egli passato al team On ndr) crede invece che debba rimanere più sui 1500 e quindi sta cercando di rivelocizzarmi e restituirmi freschezza nei finali”.


L’esperienza col nuovo gruppo di lavoro è stata finora condizionata da due infortuni.
“Entrambi al polpaccio sinistro. La prima lesione l’ho rimediata a dicembre, con i cross. Abbiamo avuto fretta di ricominciare e non è stata curata bene, quindi in primavera, quando sono tornata dal raduno in Sudafrica, mi sono fatta di nuovo male e in maniera più seria. E sono dovuta rimanere ferma sei settimane”.

Si spiega così il ritardo di condizione e il rientro a luglio inoltrato.
“Per rivedere la migliore Ludovica bisognerà aspettare ancora un po’. Sono arrivata a Madrid con soli due, tre lavori specifici alle spalle”.

Per esempio?
“Una classica scaletta 500-400-300 e un 3×700 con recupero 5′. A Thomas piace lavorare parecchio sui 400. Le prime serie le corriamo a ritmo gara, poi bisogna scendere sotto il minuto. Oppure fare i primi 200 tranquilli e gli altri a bomba, con il cambio di ritmo”.


Cosa ti aspetti dal weekend di Caorle?
“E’ difficile che ai tricolori venga fuori una gara veloce. Sono consapevole di partire svantaggiata, ma il campionato italiano non l’ho mai disdegnato e non avrò problemi ad applaudire chi andrà più forte di me. Il livello sui 1500 è altissimo e sono felice che tante mie colleghe siano tornate a correre fortissimo. Non so che tempo verrà fuori, posso solo dire che sono tornata a Castellon per aumentare i ritmi e fare dei lavori più spinti che sono andati bene”.

Quante possibilità ci sono di vederti a Tokyo? Vissa si è operata al ginocchio ed è out, Battocletti si concentrerà sul mezzofondo prolungato, hai davanti Zenoni e Sabbatini, il terzo posto potrebbe essere il tuo.
“Sono dentro al ranking, ma per andare ai mondiali è giusto correre forte adesso. Non ho ancora parlato con la federazione, so che dopo gli italiani mi aspetta un agosto a tutto gas, darò tutto per entrare in forma e abbassare i tempi e poi tireremo le somme”.

Fino a pochi mesi fa vivevi nell’ambiente “casareccio” di Rubiera e appartenevi a un gruppo militare. Poi è cambiato tutto e ora sei sempre in movimento, tra Castellon, il Sudafrica e St. Moritz.
“Dopo tante stagioni il periodo di adattamento è necessario ma non è poi così lunghissimo. Per me sono cambiate molte cose nelle metodologie di allenamento e in un certo senso ne ho anche fatto le spese. Le sessioni sono davvero molto dure e mi sono infortunata due volte ma fa parte del gioco quando si cambia in modo radicale”.

A proposito di grandi cambiamenti, il tuo addio all’Aeronautica Militare è ormai acqua passata?
“Sono grata per quello che il gruppo sportivo mi ha dato per quattro anni. Sono stati fatti degli errori e successe cose importanti, che ho preferito non rivelare al di là del chiacchiericcio che si è poi scatenato. E’ stata una bella esperienza, ho fatto la mia scelta e va bene così, è giusto guardare al futuro”.


Com’è la vita nel team On?
“E’ tutto organizzato per farti correre forte. E ci mettono tutti i mezzi affinché tu possa riuscirci nel modo più semplice. Abbiamo i fisioterapisti al seguito, le risonanze a disposizione in tempi brevissimi, i controlli del sangue frequenti, specie dopo aver fatto l’altura. E poi mi alleno con atlete che vanno più forte di me. Non mi era mai capitato di stare così indietro negli allenamenti ma sono felice perché le mie compagne, a cominciare da Marta Garcia, non si risparmiano mai, mi stimolano e mi fanno faticare”.

Che scarpe utilizzi da quest’anno?
“Faccio tanti chilometri con le Cloudeclipse, poi uso anche le Cloudstratus che sono più basse e secche. Per la strada corro con le Cloudboom Strike e con le Echo 3”.

Cosa pensi di Faith Kipyegon?
“E’ un super talento che adoro al di là dei tempi che fa segnare in pista e della storia che sta scrivendo nell’atletica. Mi auguro che sia proprio lei, mamma in grado di trasmettere tanta energia, la prima donna a scendere sotto i 4 minuti nel miglio, è l’unica figura che riesco a immaginare per quest’impresa. Ho seguito il suo tentativo a Parigi, mi sembra che i maschi davanti a lei abbiano combinato un po’ un pasticcio, ma vedremo in futuro. Magari riuscirà davvero a sfatare il mito dell’impossibile”.

Anche per Ludovica Cavalli la barriera dei 4 minuti rappresenta il prossimo obiettivo, anche se “soltanto” nei 1500?
“Di tutti i muri del mezzofondo, è quello dei miei sogni. Oggi sembra facile per tutti, io ce l’ho in testa da due anni ma per qualche ragione finora non c’è stato il modo per abbatterlo. Mi auguro di essere pronta al più presto”.

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