L’atletica italiana ritrova domani uno dei migliori talenti di oggi e di domani: torna in pedana Matteo Sioli, atteso all’esordio stagionale dopo aver saltato per intero le indoor a causa di una frattura allo scafoide con la quale aveva convissuto nella seconda parte del 2025 per lui ricco di soddisfazioni.
Il portacolori delle Fiamme Azzurre, alla prima uscita con la maglia del gruppo sportivo militare, riassaggerà in modo soft le competizioni di salto in alto nel Meeting lombardo di Cogliate.
Sioli, lo scorso anno, ha colto la medaglia di bronzo agli Europei assoluti in sala di Apeldoorn e ha poi vinto la medaglia d’oro agli Europei Under 23 di Bergen con il personale di 2,30.
L’allievo di Felice Delaini è stato protagonista, insieme alla triplista Erika Saraceni, dell’ultima puntata di Atletica Magazine Lombardia, realizzata in collaborazione con il Comitato Regionale della Fidal. Entrambi si sono aggiudicati a marzo l’Oscar di atleta lombardo dell’anno.

I passaggi più significativi dell’intervista a Matteo Sioli
Sui Mondiali di Tokyo
“Mi ha catapultato nell’atletica dei grandi. Ero lì per divertirmi dopo una lunga stagione, al fianco dei più grandi campioni al mondo. In Giappone mi sono goduto il 200% della trasferta, avendo lavorato sull’ansia da prestazione nei mesi precedenti”.
Sui progressi tecnici
“Abbiamo lavorato sulla ritmica, sulla rincorsa, abbiamo reso più rapidi gli appoggi e migliorato il lavoro sull’asticella. I salti rispetto al 2024 sono stati migliori. Un lavoro fatto di dettagli, senza che tu te ne accorga giorno dopo giorno”.
L’infortunio allo scafoide
“Ho avuto una frattura da stress. E’ successo a giugno, nel pieno delle gare ed era abbastanza scontato continuare a saltare sul dolore e stringere i denti. Dopo i Mondiali ho tirato il fiato per provare a recuperare, ma dopo le risonanze di novembre ho capito che bisognava fermarsi e saltare le indoor. In inverno, lo stop forzato è stato sfruttato per integrare con la palestra e curare la forza. Il lavoro mi ha permesso di ricominciare senza dolori e scompensi”.
Sull’essere uno dei giovani di riferimento della nuova atletica italiana.
“Per molti può essere un peso, noi proviamo a prendere d’ispirazione gli altri per crescere e diventare come loro. Nel salto in alto siamo davvero in tanti ad alto livello e in assoluto uno come Gianmarco Tamberi ha tanto da far imparare ai più giovani”.

