Mezzofondisti ai mondiali: gli allenamenti di Micol Majori per i 5000 metri

Nella lista dei 90 azzurri che parteciperanno ai mondiali di Tokyo c’è anche Micol Majori, mezzofondista milanese della Pro Sesto Atl. Cernusco che in Giappone correrà i 5000 metri, essendo rientrata nel ranking (è 37esima, tenendo conto del limite di tre atlete per Nazione), insieme a Nadia Battocletti, che ha conseguito il minimo ed è attesa al gioco per le medaglie con le africane, e Federica Del Buono.

Quest’anno Micol Majori ha consolidato il passaggio sui dodici giri e mezzo di pista, su cui aveva lavorato molto anche dal punto di vista tecnico l’anno scorso, durante la prima stagione al fianco di Stefano Baldini.


Ai Campionati italiani di Caorle, la 27enne targata Kiprun è scesa a uno stuzzicante 15’04″32, migliorando il proprio PB di ben 16 secondi. Ora l’attende la prima partecipazione ai mondiali, che nelle ultime settimane Micol ha preparato a Livigno.

“Salire in quota e non gareggiare più dopo gli italiani è stata una scelta un po’ rischiosa – racconta Micol – Ero dentro al ranking da diverse settimane, ma ad agosto ho perso qualche posizione finendo anche in 41esima posizione, la penultima delle disponibili. In realtà, sapevo che ci sarebbero state un paio di rinunce e alla fine è andata bene così”.

Cosa ti aspetti dal tuo primo mondiale?
“Difficile dirlo. In batteria avrò davanti atlete che corrono più forte di me e vantano personali di trenta secondi, se non di un minuto nel caso delle più forti, inferiori rispetto al mio. Io spero di migliorarmi. Il contesto sarà super stimolante. Dicono che la pista sia molto veloce e poi correre in uno stadio grande aiuta anche in chiave vento. Sto lavorando sui finali, perché nelle batterie più che il tempo conta la posizione. Voglio godermi questa esperienza e quello che riuscirò a fare sarà tutto guadagnato”.

Raccontaci come hai lavorato nell’ultimo mese.
“Il venerdì successivo al weekend dei Tricolori di Caorle sono andata a Livigno e sono rimasta ad allenarmi lì per tre settimane insieme a Federica Del Buono. E’ stato fatto un lavoro di costruzione, incentrato soprattutto sui prolungati senza per questo esimersi da un paio di sessioni più brillanti”.


Parliamo di questi lavori di qualità…
“Il primo è stato un 10x250m, con serie tutte sotto i 40 secondi, le ultime sui 37″ ma sempre senza esagerare e non rischiare i fuori giri, considerando che in quota l’acido lattico si smaltisce più lentamente. Il secondo un 2×1000, corsi a 3′ al km per poi cambiare ritmo nei 300 metri finali percorsi in 48″, seguito da 4 volte i 400 metri correndo la prima parte più tranquilla e gli ultimi 200 metri in 30″ per un totale di 1’04” per ogni ripetuta”.

Per quanto riguarda i volumi?
“In estate ho raggiunto un picco di 130 km a settimana, nel mese di luglio. Ma tendenzialmente sono rimasta sui 110, a Livigno anche qualcosa meno. Lì le uscite quasi mai hanno superato gli 8 km, forse una volta in occasione di un medio da 10. Sono stati lavori che non sono stati fatti comunque ad alta intensità, considerando anche che l’anello su strada di Livigno prevede una leggera salita”.

Si può dire che hai trovato nei 5000 metri la tua definitiva dimensione?
“E’ la distanza che mi sta dando le maggiori soddisfazioni. Ma a dire il vero all’inizio del 2025 ero partita con l’idea di puntare tanto sui 3000 siepi, specialità che mi è sempre piaciuta e che facevo da piccola. Ho fatto poche prove, poi ho vinto il meeting di Oslo (il 2 luglio, ndr) in 15’22”, avvicinandomi al tempo fatto agli Europei di Roma ma stavolta correndo da sola. Quel giorno ho capito che dovevo preparare i 5000 per gli italiani. Nel frattempo ero salita nel ranking e la possibilità di andare ai mondiali si faceva più concreta. Certo, a Caorle è venuto fuori un risultato incredibile. Non mi aspettavo quel tempone, anche perché ai campionati italiani le gare sono sempre molto tattiche”.

Possiamo pensare che tu sia ormai pronta ad abbattere il muro dei 15 minuti.
“E’ uno dei prossimi obiettivi. Se ci riuscissi ai mondiali, sarebbe la ciliegina sulla torta di questa bella stagione”.


Come ci si allena, dal punto di vista mentale, dovendo fare i conti con il ranking fino all’ultimo giorno?
“Ho cominciato la stagione sapendo che qualificarsi per i mondiali è un obiettivo alto e che se non riesci a farcela va bene lo stesso e non devi pensare che sia una stagione fallimentare. Ci si allena serenamente, pensando a migliorarsi giorno dopo giorno, a dare il meglio, a guardare il lavoro fatto e a piantare solide basi per il futuro. Per salire di livello ogni anno”.

Quest’anno, a Rubiera, qualcosa è cambiato con la partenza di Ludovica Cavalli, ingaggiata dal team Europe di On, e l’arrivo di una nuova compagna per gli allenamenti.
“Con me adesso c’è Giulia Aprile, con la quale mi ero già allenata quasi per caso l’anno scorso a Livigno in agosto. Lei e Joao Bussotti, dopo il trasferimento del loro ex allenatore Claudio Pannozzo in India, si sono aggregati al gruppo di Baldini. Con Giulia mi sono trovata benissimo, mi ritengo fortunata. Anche lei ha provato ad allungare sui 5000 quindi ci siamo allenate tanto insieme”.

Cosa metterai in valigia prima di partire per il Giappone?
“Vorrei acquistare una macchina fotografica di quelle usa e getta per poter stampare subito le foto. Staremo a Tokyo per due settimane. Non rimarremo sempre in hotel, ci sarà il tempo per ammirare la città. Magari porto anche un mazzo di carte, ma sono sicura che tanti altri compagni viaggeranno provvisti di vari passatempi e che non ci sarà da annoiarsi”.


Lunedì sera hai corso un buon 1500 al Memorial Rotta di Cernusco, dove sei cresciuta atleticamente, in 4’10″52 davanti a Federica Del Buono e sotto un autentico acquazzone.
“E’ stato l’ultimo test prima dei mondiali. Poteva essere la giornata giusta per ritoccare il PB sulla distanza che avevo fatto a Caorle (4’08″17) ma le condizioni meteo non l’hanno consentito”.

Cosa c’è in programma in questi ultimi giorni?
“Sono tornata a Rubiera e questa settimana dovrei fare gli ultimi due lavori specifici. Martedì 5 si parte, arrivo a Tokyo mercoledì, le batterie dei 5000 sono il giovedì successivo. In quella settimana che mi separa dall’esordio farò solo corsette e lavori di rifinitura”.

Nel frattempo non ci sono solo i mondiali e l’atletica. Da qualche mese hai iniziato a lavorare per sfruttare al meglio la tua laurea in Ingegneria Civile.
“Da novembre ho un part-time con Politecnica, che ha sede anche a Modena. Seguo progetti per grandi infrastrutture, lavoro il pomeriggio e quasi sempre in smart working. L’azienda in questo è venuta totalmente incontro alle mie esigenze e mi sta permettendo di costruire un curriculum. E’ vero che grazie a Kiprun sono un’atleta pro’ da un anno ma mi sembrava giusto non abbandonare del tutto la strada per cui ho studiato e che rappresenterà il mio futuro dopo l’atletica”.

foto Grana / Fidal

foto in copertina di Sesini/Pro Sesto

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