Jacobs e Tamberi, il miracolo non arriva. Nel day 2 dei mondiali Scotti è record italiano dei 400

Nessun miracolo dagli eroi di Tokyo, quelli che il primo agosto 2021 avevano fermato l’Italia nel quarto d’ora più bello della storia dello sport italiano ai Giochi Olimpici. Come previsto, Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi sono fuori anni luce dal gioco delle medaglie, ironia del destino ancora nello stesso giorno stavolta decisamente più buio.

Jacobs va out nelle semifinali dei 100 metri (poi vinti da Oblique Seville in 9″77 davanti al connazionale Thompson e a Noah Lyles) finendo 6° in 10″16, personale stagionale ed è tutto dire. Il secondo si presenta con una vistosa fasciatura alla coscia sinistra, non supera 2,21 e abbandona mestamente la scena.

Marcell Jacobs ai mondiali di Tokyo.


Entrambi pagano il conto a una stagione tutta in salita. L’età avanza, gli acciacchi si fanno sentire. troppo frequenti quelli di Jacobs, che prima di questi mondiali era riuscito a presentarsi solo una volta sui blocchi, addirittura nel mese di giugno a Turku, e che a caldo, sconsolato, ha addirittura parlato di ritiro (ma ci sarà per la 4×100?).

Discorso diverso per Tamberi, che ha fissato come obiettivo principale quello dei Giochi di Los Angeles 2028 e ha passato i mesi a tenere a bada un ginocchio malconcio prima di iniziare una rincorsa a questa gara iridata che, come sappiamo, non ha mai dato segnali incoraggianti.


E allora, in una giornata priva di medaglie, un bagliore di luce arriva dai 400 metri maschili, dove Edoardo Scotti, alla migliore stagione in carriera, per assicurarsi il passaggio del turno è costretto a disintegrare il primato italiano: da 44″74, condiviso con un Luca Sito anche oggi in palese ritardo di forma, a 44″45

Gli altri azzurri: top e flop

Vanno avanti in modo brillante le ostacoliste Giada Carmassi ed Elena Carraro, abbondantemente sotto i 13″ in batteria, e Matteo Sioli (2,25), l’unico superstite dei quattro azzurri in gioco nell’alto: decisamente sottotono Matteo Lando e Stefano Sottile (fermi a 2,16), quest’ultimo arrivato in Giappone malconcio.


Rivedremo in finale Sara Fantini nel martello, così come Federico Riva e Pietro Arese in semifinale nei 1500 (non Joao Bussotti) mentre nelle semifinali femminili escono di scena Gaia Sabbatini e Marta Zenoni. Grande beffa per quest’ultima, che sul campo si era guadagnata l’accesso in finale con una grinta fuori dal comune ma che è poi stata squalificata per qualche spinta di troppo.

Nei 100 femminili Zaynab Dosso ha fatto un grande passo indietro rispetto alla batteria uscendo di scena con un sesto posto e il crono di 11″22. Due ore più tardi, l’oro è dell’americana Melissa Jefferson, con il quarto tempo di sempre sul rettilineo: 10″61, nulla da fare per la campionessa olimpica Alfred, addirittura terza alle spalle anche dell’emergente giamaicana Tia Clayton (10″76). Finale bellissima, con tutte le migliori (fuori dal podio Jackson e Richardson, quarta e quinta) e l’addio alle competizioni della 38enne leggenda Fraser-Pryce, sesta.

Quattrocento amari per Anna Polinari, prima delle escluse con 51″55, e Alice Mangione, 51″70. per entrambe non era semplice performare dopo i due turni della 4×400 mista di ieri.


La seconda giornata si era aperta con la Maratona femminile e il 20° posto dell’unica italiana al via, Rebecca Lonedo. Oro alla keniana Peres Jepchirchir in 2h24’43” abile a bruciare allo sprint l’altra favorita Tigst Assefa. Bronzo a sorpresa per l’uruguaiana Julia Paternain.

Gli altri ori di giornata a Tara Davis (lungo), Valarie Allman (disco) e Jimmy Gressier, protagonista di una volata mozzafiato nei 10.000 metri in cui ha rimontato l’etiope Yomif Kejelcha. Sul terzo gradino del podio né Kenya né gli altri favoriti etiopi, bensì ancora Europa con lo svedese Almgren.

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