Un sabato qualunque, un sabato italiano. E’ andata proprio così ieri, ricordando una vecchia canzone di Sergio Caputo. Il tempio di Hayward Field, per un giorno, si è colorato di tricolore. I ragazzi terribili, quelli che due anni fa sbancavano gli Europei di Banska Bystrica, hanno colpito ancora. Salendo di livello, nel difficilissimo palcoscenico dei Mondiali Under 20.
A Eugene sono arrivati a distanza di un paio di ore tre ori di fila. Non era mai successo. Eccola la frase che trova sempre più spazio nell’atletica italiana, che coi suoi giovani continua a riscrivere la sua storia. A infrangere record. A migliorare i medaglieri. Qui siamo già a 5. E non è ancora finita, perché stasera ci sono le ultime finali e non sono escluse sorprese.
Ma torniamo a ieri. Prima il trionfo di Serena Di Fabio, regina della marcia (con Vidal bronzo nella gara maschile). Poi il volo di Daniele Inzoli nel lungo. Infine la volata (con primato del mondo, 41″21) della 4×100 mista: Edwin Fermin Galvan, Elisa Valensin, Francesco Pagliarini e Kelly Doualla. Chapeau a questi ragazzi. E ai loro tecnici.
Serena Di Fabio
L’abruzzese può essere già considerata l’erede di Antonella Palmisano. E’ arrivata negli Usa da favorita, con un accredito da primato europeo e da quarto crono di sempre al mondo per la categoria.
Non ha smentito i pronostici l’allieva di Nicola Piro alla Tethys Chieti, approdata all’atletica grazie alle due sorelle più grandi, una marciatrice (Alessia) e l’altra mezzofondista (Giovanna) che da qualche tempo hanno appeso le scarpette al chiodo.

A Serena piace cucinare i dolci: la ciliegina sulla torta di questa prima fetta di carriera se l’è apposta da sola, con l’assolo iridato che completa un palmares già invidiabile: oro europeo under 18, argento europeo under 20, titoli e primati nazionali giovanili come se piovesse. Non ha ancora 19 anni, l’obiettivo dichiarato era quello di farsi trovare pronta per Brisbane 2032. Ma di questo passo…
Daniele Inzoli
E’ estremamente raro trovare due fratelli capaci di spingersi oltre gli 8 metri nel salto in lungo. A casa Inzoli si può. Poche settimane fa era arrivato l’exploit di Francesco, il maggiore, atterrato a 8,25 e subito spedito sull’aereo per gli europei dei grandi.
La stessa sorte è toccata al piccolo Daniele, cresciuto a Milano con Giada Mingiano all’Atletica Riccardi tra un primato e l’altro strappato ad Andrew Howe.
Daniele – bronzo agli euroallievi di due anni fa e argento juniores lo scorso anno a Tampere – si è preso un oro con quel pizzico di fortuna che non guasta. In finale non è servito fare gli straordinari come in qualificazione, quando aveva spiccato il volo a 8,15. E’ bastato un (ora per lui) normale 7,97 per stare davanti agli avversari e raggiungere proprio Howe: oro 22 anni prima e figura fondamentale dei suoi allenamenti romani (con lo staff di Andy Diaz) in cui da un anno e mezzo lavorava per il grande salto.
Furlani, i due Inzoli, gli altri funamboli dei salti, a cominciare da Erika Saraceni. A posto così, per almeno dieci anni.
La 4×100 mista
Che dire infine dell’impresa della 4×100 mista, capace di mettersi alle spalle con il nuovo primato del mondo (va bene, la disciplina è ancora alle prime manifestazioni…) due Nazioni come Gran Bretagna e Usa (Giamaica quinta).
A far correre il testimone ci hanno pensato due uomini molto promettenti come Fermin Galvan e l’altro fratello d’arte Francesco Pagliarini (Alice è già a Birmingham con le big della staffetta azzurra), Elisa Valensin e il fenomeno sulla bocca di tutti, quella Kelly Doualla protagonista di una cavalcata dirompente sul rettilineo finale. Senza dimenticare l’apporto di Elisa Calzolari, che aveva dominato i tricolori under 20 nella velocità, e Carlotta Suppini.

Del sabato italiano vanno poi ricordati i sesti posti di Alessia Succo nei 100 ostacoli e di Margherita Castellani nei 200 metri, lei che aveva corso in 22″99 la semifinale. E poi il decathlon di Matteo Sorci: ottavo posto con record italiano under 20 aggiornato a 7663 punti.
Stasera le ultime gare (in finale D’Angelo nel disco, Casoni nei 1500, Elisa Valenti nel triplo e la 4×400 donne) prima del sipario e dell’ideale (e immediato) trasferimento a Birmingham per (si spera) l’ennesima abbuffata di emozioni e medaglie.
foto Sportmedia / Fidal
