La mia prima mezza maratona: la storia di Claudia Locatelli

Parte oggi sulle pagine di atleticamagazine.it il viaggio verso la prima mezza maratona di Claudia Locatelli, 24enne bergamasca tesserata per l’Atletica Valle Brembana che si accinge ad intraprendere una nuova sfida: correre per la prima volta una 21K, dopo gli anni trascorsi tra pista e corsa in montagna.

Attraverso la strada, che negli ultimi tempi ha acquisito sempre più importanza nella sua routine sportiva, Claudia si completa come atleta e continua ad alimentare la smisurata passione per la corsa.

Seguiremo perciò da molto vicino la nuova avventura di questa ragazza talentuosa e polivalente, il progetto di un’atleta non professionista e lavoratrice che per forza di cose non ha più le pretese di un tempo ma vuole divertirsi e migliorarsi senza fretta, con i piedi per terra, incarnando alla perfezione lo spirito di ogni runner.

Claudia Locatelli, dalle siepi alla strada

Claudia non ha del tutto abbandonato la pista, anche se i ritmi delle giornate attuali le impediscono di allenarsi sul tartan con costanza. Quest’anno è riuscita a schierarsi al via di un paio di gare regionali sui 3000 siepi, la specialità della casa.

“Ho gareggiato senza una particolare preparazione – confessa – ma di gare sulle siepi ce ne sono poche e allora bisogna prenderle al volo se capita l’occasione”.

Claudia Locatelli durante gli allenamenti su strada.

Il rapporto tra Claudia e l’atletica comincia ai tempi della quarta elementare, quando decise di mollare il nuoto e dedicarsi completamente a quello che “mi ha subito coinvolto e conquistato”. E’ il mezzofondo, e in particolare la riviera, a strizzare l’occhio alla bergamasca: i 1200 da cadetta, poi i 2000 e in seguito i 3000 metri. Da juniores, nel 2021 a Modena, il miglior risultato della carriera: il terzo posto ai Campionati Italiani, mentre il personale è di 11:05.59 stabilito a Saronno sempre nel 2021.

Una frattura da stress al terzo e quarto metatarso del piede destro l’ha poi costretta a un lungo stop e messo a repentaglio la possibilità di tornare competitiva sulle siepi. E’ da quel momento che Claudia inizia a diversificare, con le prime uscite su strada e sui sentieri.

“Anche perché dopo il diploma e con l’inizio del lavoro e il proseguimento degli studi, i miei orari sono cambiati ed è stato sempre più complicato allenarmi in pista. Ultimamente la pista indoor di Brembate di Sopra è poi stata distrutta dalle società di ginnastica e non è il massimo dal punto di vista della prevenzione degli infortuni. Ci sarebbe la pista di Zogno, che dista 20 minuti da casa mia, ma quando hai un’ora e mezza per far tutto, allora fai prima a uscire su strada”.

Claudia si è diplomata cinque anni fa al Liceo delle Scienze Umane. Alle origini sarebbe voluta restare nell’ambito della psicologia ma “ho avuto sempre lo spirito di aiutare le persone e mi piaceva l’idea di lavorare nel settore sanitario sportivo. Ho fatto il corso di massoterapia e attualmente lavoro come massoterapista tre giorni a settimana a Milano e due giorni a Bergamo nel mio nuovo studio. Ma in futuro mi piacerebbe prendere anche la laurea in Fisioterapia”.


La passione per la montagna

Correre sui sentieri è l’altra passione di Claudia, risalente alle prime gare effettuate quand’era nella categoria Cadette e poi portata avanti anche grazie all’amicizia con i fratelli Cavagna, Nadir e Alain. I primi positivi test l’hanno incoraggiata ad allenarsi anche su terreni sterrati e collinari, su e giù ai piedi del Monte Linzone, sulle Prealpi bergamasche. In questo 2025 anche la prima gara ufficiale nel trail, il Linzone Trail appunto: 16 km e un ottimo terzo posto.


Come nasce il progetto mezza maratona

Tanta montagna, e come detto, anche tanta strada nelle sessioni quotidiane di Claudia. Quest’anno qualche garetta in più, compresi i regionali di Corsa su strada disputati a metà ottobre.

“Ciò che accomuna la strada e la montagna, rispetto alla pista, è il fatto di stare tanto sulle gambe. L’impegno fisico richiesto tra una mezza e una corsa in montagna sotto i 15 km è più o meno lo stesso e corrisponde a un’ora e mezza”.

L’idea di correre una mezza maratona, la Brescia Park Run Half Marathon del prossimo 30 novembre, è nata quasi per caso. “Ti ritrovi a discutere con amici che hanno cominciato a correre soltanto da un anno e si sono già buttati con successo nelle 21K. E allora mi sono detta che anche io potevo farlo, magari per superare una sorta di limite mentale che finora mi ero posta. Il mio storico allenatore, Ruggero Sala, ha sempre creduto nelle mie qualità sulle lunghe distanze”.

Gli obiettivi per la Brescia Park Run Half Marathon

Claudia attualmente non ha un vero e proprio preparatore e si sta avvicinando all’appuntamento da autodidatta, anche se all’orizzonte s’intravede la nascita di una nuova collaborazione tecnica. Intanto, man mano che passano i giorni, non sono niente male…


“Ho cominciato ad allungare il chilometraggio, anche se non sono mai andata oltre i 70 km settimanali. M i test sono andati bene. Ho fatto l’ultimo lungo di 18 km a un ritmo di 4’14” al km e in partenza non credevo nemmeno di riuscire a portarlo a termine. In questa fase di sperimentazione, non guardo in maniera spasmodica il passo o i chilometri e so che dovrò anche affinare la tecnica”.

Per la mezza maratona di Brescia, Claudia prevede di correre intorno all’ora e mezza. “L’obiettivo è soprattutto quello di arrivare al traguardo e acquisire fiducia in me stessa. Il tempo per prepararla non è stato tantissimo e in ogni caso so che tutto questo lavoro mi tornerà utile per le prossime campestri”.

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