Dietrofront. World Athletics ha deciso di fare marcia indietro, cedendo alle pressione dei saltatori. Il lungo rimane così com’è. La federazione internazionale lo ha stabilito in occasione del Consiglio mondiale di atletica tenutosi nei giorni scorsi a Monaco, sede in cui sono state aggiornate norme e regolamenti dell’attività agonistica. Quella che ha più fatto discutere è proprio la scelta di non procedere alla sostituzione del classico asse di battuta con una zona più ampia di stacco che avrebbe offerto maggiore libertà agli atleti e previsto la misurazione reale dalla punta del piede all’atterraggio sulla sabbia.
Negli ultimi mesi si erano susseguite polemiche a non finire e diversi atleti si erano anche rifiutati di scendere in pedana (vedi Larissa Iapichino e il campione olimpico Mitiadis Tentoglou) nelle gare organizzate ad hoc pensando alla riforma dell’asse di battuta. Riforma che non si farà.
A vincere la linea dura dei più forti interpreti di una specialità che ha tra le sue peculiarità proprio la capacità di calibrare con estrema precisione lo stacco sulla pedana. Al contrario, secondo World Athletics, la riforma dell’asse di battuta sarebbe stata la soluzione all’altissimo numero di salti nulli che penalizzerebbero lo spettacolo.

Jon Ridgeon, amministratore delegato di World Athletics, ha sottolineato come “non è consigliabile creare conflitti con il gruppo di persone più importanti. Gli atleti non hanno voluto accettare il cambiamento e quindi non lo faremo. Non mi pento però di aver portato avanti la proposta”.
400 metri indoor: le finali saranno divise a metà
Cambiano invece le regole per le finali dei 400 metri indoor. Le corsie 1 e 2 non saranno più utilizzate nelle gare individuali al coperto (continueranno a essere utilizzate nelle staffette 4×400 dove si ritiene che lo svantaggio non sia così eclatante) e a questo punto è stato necessario rivedere il format degli ultimi atti delle gare. Delle tre opzioni sul tavolo, la World Athletics ha deciso di far correre due finali in cui a salire sul podio saranno i tre migliori tempi risultanti dalle due manche.

La riforma entrerà in vigore a partire dai mondiali indoor di Torun (20-22 marzo 2026) e sarà valida per le manifestazioni internazionali. Vedremo se la Fidal deciderà di adottarla anche in sede di campionati nazionali.
Novità anche per le staffette: passa la norma che consente a ogni team di cambiare solo due atleti tra batterie e finali, sia in campo maschile che femminile.
Le Nazioni più forti e ricche di ricambi, come gli Stati Uniti, non potranno più schierare come in passato due squadre diverse e risparmiare così preziose energie in chiave medaglie.

