Una crescita sbalorditiva, anche per lei inattesa, utile a guadagnarsi le stellette di merito che le consentono a 21 anni di sedersi già al tavolo delle grandi.
I segnali c’erano già stati un anno fa (quarto posto agli Europromesse di Bergen) ma i primi cinque mesi del 2026 hanno lanciato Sofia Fiorini, allieva di Alessandro Gandellini a Sesto San Giovanni, letteralmente in orbita, facendola diventare punto di riferimento di una marcia azzurra femminile sempre pronta a rinnovarsi.
Prima il doppio titolo italiano, poi l’exploit di Brasilia sulla distanza di maratona con l’argento nei Mondiali a squadre (crono di 3h25’42″). Quindi, sabato scorso, per la nativa di Bibbiena portacolori della Libertas Livorno è arrivata anche la conferma anche ai ritmi più sostenuti della mezza, nella classica di La Coruña, dove ha concluso al secondo posto alle spalle della messicana Alegna Gonzalez con il tempo di 1h32’36“, nuovo record europeo under 23.
Il resto del mondo alle sue spalle, comprese Antonella Palmisano (nona) e addirittura Maria Perez (terza). Inevitabile farsi venire l’acquolina in bocca. Ma non è questo il momento di montarsi la testa. La parola d’ordine è restare concentrati per mantenere questa condizione fino agli Europei di Birmingham.

Sofia, stai realizzando tutto ciò che sta accadendo nelle ultime settimane?
“Se mi fermo a pensare sì, anche per me è tutto inaspettato nonostante in inverno mi sono allenata bene. Però portare in gara quello che fai durante l’allenamento non è sempre facile. Ancor meno scontato farlo in tutte le distanze”.
Ti aspettavi anche in maratona di andare così forte?
“Il focus della preparazione invernale è stato improntato sulla lunga distanza. Ho fatto molti chilometri, certo non credevo dopo due uscite, la prima sotto l’acquazzone di Acquaviva, l’altra in altura in Brasile, di andar così forte”.
A cosa imputi i progressi di questo inizio 2026?
“Nell’ultimo anno ho vissuto tanti cambiamenti, a cominciare dal cambio di guida tecnica avvenuto nel maggio 2025. Il primo tassello di questa crescita è stato il passaggio al gruppo di Alessandro Gandellini. Allenarsi insieme agli altri (Riccardo Orsoni, Aldo Andrei, Omar Moretti e Valentina Trapletti) fa la differenza e dà molti stimoli”.
C’è altro?
“A livello personale ho acquisito nuova consapevolezza e fiducia nei miei mezzi. Questo è stato possibile grazie ai riscontri dei nuovi allenamenti e all’ambiente sereno in cui mi sono inserita. Ci sono anche altre figure che mi fanno da guida e credono in me tutti i giorni, come ad esempio Roberto Vanzillotta”.

Torniamo al sabato di La Coruña: ti sei adattata benissimo ai ritmi veloci della mezza.
“Ho deciso di andare in Galizia solo nelle ultime due settimane. Dopo Brasilia ho puntato infatti sul recupero e non ho fatto nessun lavoro specifico. Ma avevo voglia di fare un altro test sulla mezza proprio per capire a che punto fossi in campo internazionale. Non pensavo di poter arrivare seconda”.
A un certo punto ti sei staccata dal gruppo di testa.
“E’ stata una gara molto tattica. Al km 14 c’è stato il primo cambio di ritmo e abbiamo marciato a 4’18”. Al km 18 siamo passati a 4’12”. Mi sono gestita bene, c’era da spendere molte energie nervose e credo che questa esperienza mi tornerà utile nell’immediato futuro”.
Alle tue spalle anche una certa Maria Perez.
“Me ne sono resa conto solo dopo aver tagliato il traguardo. La considero un’aliena, un anno fa queste gare le guardavo alla tv, compresi i Mondiali di Tokyo. Essere al fianco di campionesse del genere mi sembra incredibile”.
Nel gruppo azzurro il punto fermo resta Antonella Palmisano.
“Quest’anno abbiamo avuto solo due possibilità di incrociarci tra raduni e gare. Ma lei è una vera leader, una che tiene tanto a dare consigli a noi giovani. I suoi discorsi da capitana sono molto motivanti”.

A Birmingham vai per la mezza o per la maratona?
“Mi piacciono entrambe ma gareggerò in maratona. Mi sono espressa bene finora ma credo di non aver ancora dimostrato a livello cronometrico tutto il mio valore”.
Chi è Sofia Fiorini oltre a essere una marciatrice di sicuro avvenire e una studentessa di Economia e Management?
“Innanzitutto una grande tifosa dell’Inter. Mi sono trasferita a Milano nel settembre del 2024 e ho subito fatto l’abbonamento nel primo anello verde di San Siro. Peccato che quest’anno, per via delle gare, abbia dovuto saltare parecchie partite. E poi mi piace viaggiare, sia con i miei genitori, che da sola. La scorsa estate sono andata a New York, finora ho visitato 40 Paesi in tutto il mondo”.
E poi?
“Sono una ragazza abbastanza riservata e silenziosa, soprattutto al primo impatto. Mi piace cucinare e sono molto legata alla famiglia. I miei genitori mi seguono ovunque, c’erano anche in Brasile”.
foto in apertura di Grana / Fidal
