Gli sprinter, Sito, Sibilio e gli altri che vogliono tornare tra i grandi in questo 2026

Il 2026 sarà un anno molto importante per una serie di azzurri reduci da una stagione complicata, spesso condizionata da infortuni che hanno loro precluso prestazioni di livello, almeno in linea con quanto era accaduto soprattutto nel 2024 prima, durante e dopo gli Europei in casa.

Due anni dopo, a Birmingham o prima, nella finestra indoor che prevede i Mondiali in Polonia da disdegnare affatto, in tanti dovranno dimostrare di aver ritrovato la verve dei giorni migliori e di poter lottare per una medaglia, dal momento che ci presenteremo in Gran Bretagna con il ruolo di Nazione più forte del Vecchio Continente, sia per le 24 medaglie di Roma che per il doppio trionfo in Coppa Europa.

Ma chi va in cerca di riscatto? Innanzitutto gli sprinter. Partendo dall’oro-argento di Roma nei 100 metri, ovvero Marcell Jacobs e Chituru Ali. Ma mentre il primo si è già esposto abbastanza e pare aver ritrovato la voglia di allenarsi e di mettersi in gioco dopo la deludente parentesi di Tokyo tornando ad allenarsi in Italia con Paolo Camossi, Ali – trasferitosi negli Usa alla corte di John Smith – non si è più visto, né in pista né fuori.

Chituru Ali ai blocchi di partenza dei 100 metri.


Del blocco di velocisti che inseguono un 2026 più consistente ci sono poi gli uomini staffetta, in primis Matteo Melluzzo, che deve però ancora superare alcune noie fisiche, e Filippo Tortu. Col testimone in mano è sempre stata una garanzia, nelle gare individuali si continua ad aspettare un exploit che purtroppo non arriva mai.

Restando in tema velocità, il 2026 sarà un bel banco di prova per Luca Sito, l’uomo nuovo del giro di pista nel 2024 (con tanto di record italiano poi strappatogli da Edoardo Scotti) reduce da un’annata difficilissima complice l’intervento all’inguine al pari della compagna d’allenamenti all’Ultra Track&Field Arianna De Masi, operata a novembre per la risoluzione del Morbo di Haglund.


Ottocentisti “inglesi”, Sibilio alla prova Frinolli

Nel mezzofondo, per gli ottocentisti, va di moda l’Inghilterra. L’approdo di Catalin Tecuceanu nel gruppo di Matthew Yates (dove finalmente funziona Marta Zenoni) oltre a quello di Simone Barontini accasatosi da Jonathan Bigg (con Jemma Reekie) rappresenta il tentativo di tornare a minacciare il primato di Fiasconaro sulla distanza, mentre Pietro Arese, un anno fa condizionato dall’infortunio invernale al tendine, dovrà ritrovare il passo nei 1500 per riavvicinare il suo record.

Un altro che deve assolutamente ritrovarsi è Alessandro Sibilio, che dopo il titolo di vicecampione d’Europa nei 400hs è di nuovo finito nel limbo. A risollevarlo ci prova a Roma Giorgio Frinolli, tecnico che negli ostacoli ha il suo bel da fare con Lorenzo Simonelli, altro talento straripante nel 2024 e meno incisivo nel 2025.

Concorsi: alto e triplo settori delicati

Infine i concorsi, settore in cui bisogna recuperare uomini e risorse. Di Tamberi si dice e si scrive sempre tanto. Uno come lui non deve dimostrare più niente a nessuno. Ha deciso di tirar dritto fino a Los Angeles e da qui al 2028 tutto il resto rientrerà nelle tappe intermedie. Di sicuro lo vedremo agli Europei di Birmingham solo se in condizione. Ma il salto in alto vuole rivedere all’opera anche Stefano Sottile, il quarto dei Giochi di Parigi e lo scorso anno bloccato spesso e volentieri dalla schiena.


Nel peso, se Leo Fabbri offre ampie garanzie, lo stesso non si può più dire da un pezzo per Zane Weir, inseparabile compagno di allenamenti che ha perso tutte le sicurezze da quel maledetto infortunio alla caviglia prima degli Europei di Roma. Il 2026 ci farà capire se l’italo-sudafricano sarà in grado di tornare tra i migliori al mondo della specialità.

E poi c’è il triplo. Dopo aver dominato le ultime indoor, Andy Diaz vorrà riscattare il mondiale condizionato dai problemi in zona inguinale, mentre Dariya Derkach ripartirà da nuove cicatrici ai tendini per cercare gli ultimi acuti di un’ottima carriera.

Alle sue spalle scalpita da tempo Erika Saraceni. Ma la campionessa d’Europa Under 20 è uno degli ultimi grandi nomi finito ai box: si è operata per rimuovere delle ernie nella zona inguinale una settimana fa e la rivedremo, si spera in grandi condizioni, solo in estate.

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