Nove giorni fa, nell’avvicinamento a questi mondiali, avevamo parlato di quello che per noi sarebbe stato uno dei temi più intriganti di Tokyo, ovvero la sfida lanciata da Sydney McLaughlin, ostacolista di nascita, alle specialiste dei 400 piani.
Un piano affatto casuale, ma ponderato nel tempo, che avrebbe dovuto realizzarsi già due anni fa a Budapest, se non si fosse messo di mezzo un infortunio al ginocchio. Ecco che la sesta e piovosa notte iridata ha illuminato ancora una volta il talento di una campionessa senza confini, che si è andata a prendere la medaglia d’oro nel giro della morte mettendo in fila, con un mix di forza ed eleganza, la campionessa olimpica di Parigi 2024 nonché iridata in carica, Marileidy Paulino, per la prima volta sotto i 48″, e la leader stagionale Edi Naser.

Per riuscire nell’impresa, McLaughlin ha dovuto spostare i propri limiti e il risultato finale è semplicemente stratosferico: 47″78 è il secondo crono di sempre della storia, alle spalle del 47″60 della tedesca Marita Koch, realizzato nel lontano 1985.
Da quel giorno sono passati quarant’anni. Ma dopo stasera è lecito pensare che uno dei record del mondo più longevi dell’atletica possa essere messo in discussione dalla statunitense, che di primati ha già fatto la collezione negli ostacoli.
Il diario di bordo: Pernici primato italiano under 23
L’oro (e la prestazione) della McLaughlin ha per forza di cose fatto passare in secondo piano il resto della serata giapponese. Che registra il successo nei 400 maschili del botswano Kebinatshipi, una sorpresa trovarlo così lassù, con un super 43″53. E che esalta i Caraibi: giavellotto maschile a Keshorn Walcott (Trinidad & Tobago) con 88,16, triplo donne a Leyanis Perez (14,94) in una gara di altissimo livello che premia anche l’olimpionica Thea Lafond (Dominica) con l’argento e la venezuelana e campionessa uscente Yulimar Rojas, di bronzo dopo un anno di stop per l’intervento al tendine d’Achille.

Nelle qualificazioni, tutto facile per Nadia Battocletti, seconda nella batteria dei 5000 (14’46″36) alle spalle di Beatrice Chebet, eliminate invece Federica Del Buono dodicesima in 15:08.48 e Micol Majori, sedicesima in 15:14.66. Nel salto in alto out Idea Pieroni e Asia Tavernini con 1,83, avanza nella semifinale degli 800 metri Eloisa Coiro, con 2:01.86, non Elena Bellò (2:02.14).
Fuori dalla finale degli 800 per soli quattro centesimi Francesco Pernici, ma per il bresciano della Val Camonica arriva un altro miglioramento: 1’43″84 che vale il record italiano Under 23 a 41 anni dall’1:43.88 di Donato Sabia. Il primato italiano assoluto di Marcello Fiasconaro è davvero a un tiro di schioppo.
foto World Athletics
foto di Pernici Grana / Fidal

