Anche per il 2026 e fino al 2030 World Athletics ha confermato la necessità per le donne di dimostrare l’appartenenza al sesso femminile dal punto di vista biologico per poter partecipare alle principali competizioni internazionali. Ogni atleta, una tantum e con validità per tutta la carriera, si sottopone al test genetico SRY che si effettua tramite mucosa cellulare (tampone salivare) o prelievo del sangue.
Il regolamento era stato introdotto nel 2025 alla vigilia dei mondiali di Tokyo e la federazione internazionale, nell’ultimo Consiglio mondiale, ha rinnovato la richiesta del test per coloro che non avessero già provveduto durante la scorsa stagione agonistica, in previsione dei nuovi eventi targati World Athletics per il 2026, da Ultimate Championship ai meeting della Diamond League passando per le Maratone Major. L’elenco degli eventi che prevederanno l’obbligatorietà del test verrà comunicato di stagione in stagione entro l’1 novembre dell’anno precedente.
Il test SRY sarà necessario anche per partecipare ai mondiali under 20 che si disputeranno all’inizio di agosto in Oregon, negli Stati Uniti. Per l’occasione, World Athletics organizzerà i test in loco, nel rispetto della privacy per i minorenni, e a proprie spese.
Ricordiamo che nel 2025 sono state 1015 le atlete che si sono sottoposte al test SRY, introdotto per proteggere l’integrità delle gare femminili e scongiurare che esse possano avvantaggiare come accaduto in passato atlete contraddistinte da disturbi della differenziazione sessuale.
Nel 2025, le singole federazioni avevano supportato le atlete nella ricerca del gene (che, ricordiamo, deve essere assente nel patrimonio genetico della donna poiché appartiene solo agli uomini) soprattutto in concomitanza dei campionati nazionali.

