TEST – Saucony Triumph 23: ammortizzazione e comfort per macinare chilometri

La Saucony Triumph 23 è una scarpa fatta per macinare chilometri a ritmi blandi o comunque non sostenuti. E’ perfetta per rigenerarsi, per le sessioni di recupero, per i lunghi tranquilli. L’ideale per uno come me che l’ha provata al rientro da un lungo stop per infortunio e ci ha sgambettato apprezzandone la morbidezza e il sentirsi protetto.

La Triumph 23 è una calzatura che serve a costruire dalle basi, con pazienza e mattoncino dopo mattoncino, il proprio obiettivo gara, sia una maratona o una distanza più breve.

Se intraprendi un percorso con questa scarpa, devi sapere che comfort e ammortizzazione non ti abbandoneranno mai. Fin dal primo giorno che l’ho indossata, la sensazione predominante è stata infatti quella di una grandissima comodità.

Se cerchi invece le prestazioni o un supporto per i tuoi allenamenti più brillanti, devi volgere lo sguardo altrove o magari, sempre in casa Saucony, valutando di acquistare la linea Endorphine Speed.

La missione delle Triumph 23 era quello di riconquistare i delusi dalla 22

Il brand americano aveva l’arduo compito di ripresentare sul mercato la versione di una scarpa che nell’edizione 22 aveva fatto parecchio discutere, non fosse altro perché secondo gran parte dei runner di tutto il mondo avrebbe interrotto un progetto di scarpa più reattiva e dinamica che aveva caratterizzato le Triumph 20 e 21.


Cominciamo col dire che il lavoro fatto dietro la Triumph 23 è un lavoro importante e di qualità. E che i miglioramenti rispetto alla versione precedente non sono pochi.

A partire dalla mescola, la discussa PWRRUN PB, che si presenta ora in una miscela EVA+PEBA più morbida e leggera, passando per il nuovo e convincente design della suola esterna e per la riduzione del peso (circa 20-25 grammi di media in meno rispetto alle Triumph 22) che giustificano il prezzo di 190€.

Ammortizzazione al top e senso di protezione

La Triumph 23, nell’immaginario dei runner, sembra mantenere l’impressione di essere una scarpa ancora abbastanza ingombrante. Per soggetti molto magri resta una calzatura di certo piuttosto corposa decisamente più adatta ai runner più robusti. Personalmente, correndoci, non ho avvertito tutta questa sensazione di pesantezza, anche se è da sconsigliare ai non amanti dei modelli oversize.


A proposito di ammortizzazione, un dettaglio non di poco conto è la presenza della soletta premium SRS (Super Responsive Sockliner), caratterizzata da un vero e proprio strato di schiuma in più che aumenta la sensazione di morbidezza sotto il piede.
La scarpa fornisce alte prestazioni in termini di assorbimento degli urti e ritorno di energia. La schiuma fa il suo lavoro e risulta elastica il giusto nel lungo periodo.

Lo spessore dell’intersuola nel tallone è pari a 37 mm, mentre nell’avampiede è di 27 mm, per un drop di 10 mm. Provandole, sembrano più alte, come se si corresse con una scarpa massimalista senza però avvertire quel pizzico di rigidità che si nota quando per star dietro alle quote sopra i 40 mm si alza di qualche mm in più anche l’avampiede.


La sensazione di morbidezza di questa scarpa è totale e non riguarda solo la fase di appoggio e il rimbalzo. Il piede, senza essere appesantito in modo eccessivo, è completamente avvolto da un’imbottitura spessa e morbida, che offre comodità e senso di protezione.

Calzata ampia e una zona posteriore articolata

Altra caratteristica da segnalare della Triumph 23 è la sua calzata abbastanza ampia: c’è spazio sia davanti che in verticale, grazie a un’intersuola più larga nella zona dell’avampiede, dove la larghezza raggiunge i 120 mm e offre un’ampia base di atterraggio.

Inutile sottolineare che lo spazio ampio è utile anche nel caso di plantari o altre solette, ma anche con la SRS in dotazione il piede non è mai scivolato né in posizione orizzontale né in avanti: la sensazione di sicurezza è stata sempre al massimo durante il test durato in totale un centinaio di chilometri.


Nella zona posteriore questa scarpa dà il meglio di sè. Osservandola, salta subito all’occhio la maggiore articolazione della conchiglia, che rende la calzata più comoda e protettiva nella zona della caviglia, che risulta bloccata ma senza subire alcuna pressione.

Il tendine d’Achille poggia e riceve sostegno dalla parte superiore del collare in antracite e separato dalle zone più rigide del contrafforte.


Suola esterna rinnovata, tomaia non impeccabile

Restando sui punti a favore, occorre fare riferimento alla rinnovata suola esterna con gomma XT-900 e più resistente rispetto al passato.

Nella parte centrale, in particolare, sono presenti minori strati di gomma che rendono l’intersuola più esposta (ne risentirà la durata?) e contribuiscono al notevole risparmio di peso, oltre a far guadagnare tanto in termini di corsa più fluida unitamente al mesopiede più stretto e dunque più flessibile e un po’ meno stabile.


La suola ha un’ottima aderenza, grazie anche ai nuovi mini tasselli più sporgenti nella parte anteriore, altro elemento strategico che contribuisce alla riduzione del peso.


A convincere di meno è la tomaia, realizzata in mesh ingegnerizzato. Tiene il piede ben saldo, all’occhio è apparsa subito meno snella di altre, e nei fatti, ovvero nelle calde giornate siciliane di settembre, non si è mostrata super traspirante. Okay invece colletto e linguetta (l’allacciatura è di tipo tradizionale) che offrono una chiusura sicura, morbida e confortevole.


Le Saucony Triumph 23 in sintesi

Non sarà più quella di una volta, ma i miglioramenti di Saucony Triumph 23, che ho provato nella colorazione grigio antracite e grigio chiaro, rispetto alla versione precedente ci sono stati e sono evidenti.

Non si tratta di una scarpa che deve rubare l’occhio. Siamo di fronte a un prodotto pratico, dalle geometrie tradizionali, affidabile, comodo (soprattutto nella zona della caviglia) e di qualità, da tenere senz’altro in considerazione per gli allenamenti quotidiani lenti.

Le Triumph 23 restituiscono una corsa morbida ed energica, offrono una buona combinazione di rimbalzo ed elasticità, ma non fanno al caso di chi cerca reattività e ritmi veloci

Le specifiche tecniche di Saucony Triumph 23

Peso: 263 gr
Stack: 37/27 mm
Drop: 10 mm
Schiuma intersuola: PWRRUN PB
Prezzo
: 190€
Superficie: asfalto
Ideale per: allenamenti quotidiani a ritmo lento
E’ simile a: Asics GEL-Nimbus 27, New Balance X 1080 v14

Le scarpe sono state fornite gratuitamente a scopo di test. Nessun compenso è stato elargito dal brand per la stesura di questo articolo realizzato esclusivamente in base alle opinioni e alle sensazioni dell’autore.

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