La rinascita, per Vittore Borromini, è partita da una distanza inconsueta. Il mezzofondista siciliano allenato da Giuseppe Giambrone si è aggiudicato la scorsa settimana il titolo italiano under 20 dei 10 km, chiudendo in 30 minuti netti il percorso di Prato.
La migliore iniezione di fiducia possibile dopo un 2025 travagliato che l’ha costretto di fatto a rinunciare ai grandi obiettivi stagionali su pista, dopo un 2024 scintillante in cui il 18enne di Caltavuturo si era invece spinto fino alla medaglia d’argento agli Europei allievi di Banska Bystrica nei 3000 metri.
“A Prato ci sono andato per rompere il ghiaccio in una sorta di allenamento, non avevo mai fatto 10 km su strada” spiega Vittore, che si trova più a suo agio su 3000 e 5000 e che sta lavorando in funzione dei cross: sarà alla Cinque Mulini con la speranza di ben figurare e conquistarsi un posto in azzurro per gli Europei di Lagoa.

Quella di Prato è stata per Vittore la miglior gara dell’anno, dal momento che in primavera ha scoperto di avere un edema osseo alla schiena ed è stato costretto a rimanere fermo quasi tre mesi. “La probabile causa? Un sovraccarico dovuto alla meccanica di corsa, che adesso abbiamo sistemato. Però ho approfittato di quello stop per espletare il mese d’addestramento funzionale all’ingresso nel Gruppo sportivo dei Carabinieri”.
Nonostante la ripresa in estate, quando si è reso conto di non essere competitivo Borromini ha rinunciato alla partecipazione ai Campionati italiani di Grosseto, tornando poi alle gare in agosto, dove peraltro ha fatto segnare il personal best nei 1500 con il crono di 3’50″34 realizzato a Oordegem, in Belgio.

“Con Giuseppe stiamo lavorando bene e dovremo raffinare la parte veloce, utile anche nel prolungato che resta il mio terreno di caccia preferito”.
Vittore lavora con Giambrone al Tuscany Camp ormai da diversi anni. Il tecnico compaesano, amico dei genitori, una volta appreso della passione per la corsa del talento di Caltavuturo, lo ha prima seguito a distanza, poi portato a un raduno estivo nel suo quartier generale di Rocco San Pilli e infine gli ha definitivamente proposto il trasferimento con famiglia al seguito.

“Il Tuscany Camp è come una casa. Ci sono sempre nuovi arrivi, puoi trarre tanti insegnamenti dai ragazzi appartenenti a diversi Paesi e diverse culture. E’ un contesto molto stimolante”.
La mamma lavora nel Centro medico della struttura senese esclusivamente dedicata al running, mentre la sorella Federica, classe 2006, non è da meno sulla corsa: un anno fa fu campionessa italiana su strada, quest’anno è arrivata seconda nei 3000 metri a Grosseto e ha partecipato agli Europei di Tampere.

“Spesso sono io a darle consigli su quando fare quella gara o come svolgere un determinato allenamento, ma per tutto il resto è lei a illuminarmi, a cominciare dalla scuola (frequenta il Liceo delle Scienze Umane a Siena, ndr)”.
Archiviato un anno complicato ma finito nel migliore dei modi, Vittore Borromini, tra il fotografare i colli toscani e leggere libri di psicologia, si prepara a un 2026 roboante dove l’obiettivo già designato è quello di riprendersi la maglia azzurra anche in pista, tentando la qualificazione per i Mondiali under 20 di Eugene.
