Jacobs d’America: Reider ok per Di Mulo e Frinolli, Tilli deluso. Tutti concordi: “Tornerà a fare grandi risultati”

Jacksonville e la Florida sono sempre più vicini all’Italia. La riduzione virtuale delle distanze è merito di Marcell Jacobs, da una settimana negli Usa agli ordini del nuovo coach Rana Reider e all’interno del gruppo di lavoro insieme a campioni del calibro di De Grasse, Bromell e Brown.

L’eco mediatica del trasferimento del campione olimpico in carica in America è davvero forte. E cresce la curiosità per saperne di più sull’impatto di Jacobs alle prese con la nuova vita e nuove sfide alle porte di un importantissimo 2024.

Stamattina La Gazzetta dello Sport, dopo aver intervistato ieri proprio l’atleta di Desenzano del Garda, ha dato voce al responsabile della velocità azzurra, Filippo Di Mulo, e al direttore tecnico delle staffette veloci, Giorgio Frinolli.

Entrambi hanno ribadito il proprio parere favorevole al trasferimento di Marcell a Jacksonville.
“Sulla carta ha scelto il miglior ambiente possibile, ora sta a lui adattarsi velocemente – ha spiegato Di Mulo – Gli consiglio di mettere fieno in cascina in inverno e di puntare direttamente ai grandi appuntamenti outdoor”, facendo riferimento a Europei di Roma e Giochi di Parigi non prima di aver centrato la qualificazione olimpica ai mondiali di staffetta delle Bahamas previsti all’inizio di maggio.

Il prof. Filippo Di Mulo.



“Reider – ha aggiunto Frinolli – ha le capacità per gestire campioni come Jacobs. Utilizza le migliori tecnologie, ma non dimentichiamo che Jacobs due anni fa ha vinto senza di quelle. Marcell è un’atleta capace di imprese eccezionali e se sta bene può tornare a farle”.

Rimane invece più scettico sulla scelta a stelle e strisce Stefano Tilli, ex azzurro e oggi al commento tecnico di Rai Sport oltre che consulente di Sport e Salute, intervenuto ieri durante la diretta Instagram di “Quattro Chiacchiere un Caffè“, format di Giulia Innocenti.

“Mi sarebbe piaciuto – ha detto Tilli – perpetrare la scuola italiana che è arrivata così in alto prima con Berruti, poi con Mennea e di recente con Marcell e la 4×100. E quindi che Jacobs avesse continuato qui, condividendo la preparazione a casa sua. E invece è come se la Nazionale italiana, in un Paese di grande cultura come il nostro, fosse allenata da uno straniero. O se la Ferrari montasse il motore di un’altra casa automobilistica. Non ha scelto così e ci siamo rimasti un po’ male. Detto questo, gli auguriamo i migliori successi. Che sono sicuro otterrà. E’ talmente forte che tornerà a fare risultato a prescindere da chi lo alleni”.

Foto Fidal

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