Nella marcia del domani c’è posto per Giada Traina

I segnali per un futuro a tinte rosee, nella marcia azzurra femminile, ci sono tutti. Dietro ad Antonella Palmisano, e alle altre validissime senior (Curiazzi, Mihai, Viti, Trapletti, Giorgi ecc.) crescono un paio di giovani che hanno dimostrato quest’anno di andare forte con il tacco e punta.

Qualche settimana fa abbiamo parlato di Giulia Gabriele, l’allieva di Lorenzo Dessi argento europeo under 20. Oggi è il turno di Giada Traina, 19enne portacolori dell’Atletica Livorno, talento che prima di sfondare nella marcia, quand’era Cadetta, ha praticato moltissime discipline sportive: la danza, il nuoto, il karate. E’ atterrata sul pianeta atletica attraverso le campestri a 14 anni, scoprendosi presto tagliata per la resistenza alla fatica.

Giada con il tecnico Giorgio Favati a Gerusalemme.


Anche per lei il 2023 è stato ricco di soddisfazioni. Al coperto, ha stampato un crono di 13’20″97 nei 3.000 metri agli italiani di Ancona, migliore under 23 al mondo nel corso della stagione.
Alla massima rassegna continentale di Gerusalemme, ha sfiorato il podio, chiudendo di un niente al quarto posto.
Ad Alessandria, Giada Traina si è rifatta con gli interessi, aggiudicandosi il titolo italiano juniores con il tempo di 1h37’01” alla sua prima 20 km completa della carriera, a 40 secondi dalla migliore prestazione di categoria che appartiene alla campionessa olimpica Palmisano.

“L’anno scorso avevo partecipato a quella di Alberobello, ma non stavo bene e mi sono ritirata – racconta Giada Traina, allenata da Giorgio Favati e da Paolo Falleni per la parte di mobilità ed esercizi in palestra – Quest’anno avevo tanta voglia di gareggiare sulla distanza olimpica e mi sono trovata subito a mio agio, anche perché è un chilometraggio che copro spesso negli allenamenti”.

Il titolo tricolore vinto ad Alessandria…


Giada, alla tua prima 20 km, hai confermato insomma tutte le tue qualità.
“Nonostante non abbia fatto lavori specifici e averla preparata in tre settimane, dopo che mi ero imposta una pausa dopo gli Europei di inizio agosto. Ho fatto veramente un tempone, avvicinandomi al record italiano. Ce l’avevo in mente e credo sia nelle mie capacità, ma negli ultimi 2 km ho avvertito delle fitte allo stomaco perché ho gestito male l’andatura e mi sentivo contratta, anche a causa del freddo”.

Con il titolo italiano hai un po’ cancellato la delusione per il mancato podio agli europei.
“A Gerusalemme ero rimasta scottata per aver mancato la medaglia. Però non posso lamentarmi, perché il giorno prima della gara avevo 38,5° di febbre e sono arrivata abbastanza debilitata. Il quarto posto non è quindi da buttare, alla fine sentivo anche che le gambe giravano bene”.

Anche per te, Antonella Palmisano rappresenta il riferimento a cui tendere?
“Sicuramente, perché ha innalzato notevolmente l’immagine della marcia, dando speranza a ragazze e ragazzi che praticano questa dura disciplina”.

…e quello indoor sui 3000 metri.


Essendo una under, non subirai la compressione delle distanze: nel 2024 non ci sarà più nemmeno la 35 km.
“Anche se ne avessi avuto la possibilità, non credo che avrei preso in considerazione la 35 km o la 50 km. Mi piace molto la 20, mi ha sempre appassionato il format di gara più veloce”.

In questo momento cosa prevede la tua preparazione invernale?
“Marcio per 100-120 km a settimana, con 8-9 sedute di allenamento. Mercoledì e sabato c’è il doppio. Poi un giorno a settimana c’è la palestra e in più una seduta di propriocezione”.

Nella tua vita una parte importante è riservata allo studio.
“Frequento il primo anno della facoltà di Scienze per la Pace all’Università di Pisa. Avevo iniziato per la verità in Scienze Motorie, in modalità telematica, ma era piuttosto demotivante, avevo bisogno di impegnarmi di più e ho scelto di cambiare, anche perché mi appassiona il tema della gestione dei conflitti. Lunedì 4 ho già il primo pre-appello in Matematica”.



Quando farai le tue prime apparizioni nel 2024?
“Prenderò parte a qualche indoor di passaggio, in funzione dei campionati italiani sulla 20 km e dei mondiali che si disputeranno ad Adalia (Turchia) in aprile. Quello sarà il mio più grande obiettivo”.

Gli Europei di Roma sono una pazza idea?
“Sperare non è mai peccato, sarebbe una bella conquista. Ma prima devo pensare a farmi trovare pronta negli appuntamenti che ho citato prima”.





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