Marco Mura e il meeting dei record: “A Savona riscritta la storia dell’atletica italiana e mondiale”

Due record italiani, nel peso con Leo Fabbri e nei 100 metri con Zaynab Dosso. Più due record del mondo nel lungo: quello under 20 con Mattia Furlani e tra gli under 16 con Daniele Inzoli. Oltre a una manciata di progressi personali e prove confortanti all’alba di una stagione prossima a presentare gli eventi più importanti.

E’ il momento dei bilanci e delle riflessioni per il meeting di Savona. Marco Mura, direttore dell’organizzazione curata dall’Atletica Savona, si gode la sua creatura sempre più prestigiosa e i numerosi articoli che hanno raccontato un po’ ovunque le imprese degli azzurri alla Fontanassa.

Marco, il cast era di assoluto livello. Ma ti aspettavi una giornata così unica?
“Le premesse erano ottime, perché abbiamo presentato il parco atleti più qualitativo delle tredici edizioni. Nel bilancio complessivo bisogna tenere conto anche delle defezioni dell’ultim’ora di alcuni atleti stranieri di prima fascia e degli italiani Weir, Sibilio, Simonelli e Sartori, che avrebbero sicuramente offerto grandi prestazioni. Lavorare con le waiting list ci ha però consentito di avere rimpiazzi all’altezza e non lasciare le corsie vuote”.

A complicare il meeting ci aveva pensato anche il meteo.
“Le previsioni erano inquietanti e alle 14,30 ero preoccupatissimo. Pioveva forte, la pista era allagata e faceva freddo. Poi, dalle 16,10 alle 17,40, c’è stata una situazione di semi-tranquillità. Novanta minuti in cui la pista si è asciugata ed è arrivata più luce. Ancora una volta, a Savona è stata riscritta la storia dell’atletica italiana e mondiale”.


Cosa vi siete detti con i protagonisti dei record?
“A Zaynab ho detto che chi la dura, la vince. Lei e il suo allenatore, Giorgio Frinolli, hanno avuto il coraggio di esorcizzare l’infortunio dello scorso anno occorso durante il riscaldamento. A Savona, Zaynab corre sempre veloce. Già nel 2022 aveva siglato il personale con 11″19. Ed è stata superlativa anche in batteria, con il primo record italiano (11″12) fatto sotto la pioggia”.

E Furlani?
“Gli ho detto che quella di Savona è la sua pedana. Il destino lo ha premiato, perché lui, la mamma che lo allena (Khaty Seck) e il manager (Mario Bassani) hanno mantenuto la promessa di venire a gareggiare a Savona nonostante l’impegno di sabato negli Stati Uniti, ad Atlanta. Ha rispettato gli accordi, saltando 8,36 su pedana bagnata. Se ci fosse stato il sole e avesse fatto tutti e sei i salti, magari avrebbe fatto il record italiano assoluto”.

Insomma, Savona ha ancora fatto centro.
“I risultati del meeting sono merito di tutto lo staff organizzativo. E ai cinquanta volontari che hanno saputo gestire il disagio del maltempo va fatto un monumento”.


Per il futuro, è pensabile che il meeting di Savona possa salire di livello e diventare tappa Bronze del World Tour?
“E’ una questione di budget. Andrebbe raddoppiato, ma non ci sono le condizioni. Siamo la cenerentola dei meeting italiani, ma per noi non è un problema. Savona ha ormai la sua dimensione internazionale ed è il punto di riferimento per tantissimi atleti. Non è solo l’etichetta a far grande una manifestazione. Da noi non è solo questione di pista veloce o condizioni climatiche. Come avete visto, anche con condizioni avverse ci sono stati risultati incredibili. La differenza la fanno la qualità dei trasporti, l’hotel, i pasti, la time table rispettata anche in situazioni di emergenza”.

Stai già lavorando all’edizione del 2025?
“Sceglieremo a breve la data migliore, che poi verrà ufficializzata ad agosto dalla Fidal. Quest’anno, a causa degli europei, abbiamo anticipato, ma il prossimo anno il meeting dovrebbe disputarsi a fine maggio, considerando anche che l’evento più importante della stagione, i mondiali di Tokyo, sarà a fine settembre”.



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