Margherita Voliani, la triatleta che ha iniziato a spiccare il volo nel mezzofondo

Il triathlon alle origini, l’atletica nel presente e, visto l’andazzo, probabilmente nel futuro. Margherita Voliani è una mezzofondista dal legame indissolubile con il mare e la sua Livorno. Ha appena 18 anni e in questo 2023 ha collezionato una serie di risultati che l’hanno spinta in alto, fino alla maglia azzurra. A cominciare dal titolo italiano juniores centrato a Grosseto sui 5000 metri con il tempo di 16’43″48, lei che nel mese di maggio era stata capace di correre anche in 16’35″33 al Meeting di Sesto Fiorentino, strappando così il pass per gli Europei Under 20, dov’è poi finita all’ottavo posto.

“Indossare la maglia azzurra a Gerusalemme mi ha riempito di orgoglio – spiega Margherita Voliani, allieva di Enzo Fasano e portacolori dell’Atletica Libertas Livorno – ed è stata l’occasione per fare una esperienza indimenticabile con tutta la squadra”.

La stagione per Margherita è proseguita poi con la vittoria su strada alla European Road Race di Oderzo a settembre (crono di 16’41” sui 5 km) e successivamente con diversi buoni cross che le hanno fatto guadagnare un’altra convocazione in Nazionale, questa volta per gli Europei di Bruxelles.

“Sono meno abituata alle campestri e ho fatto non poca fatica in Belgio. La gara si è rivelata molto dura. Nell’avvicinamento avevo corso su terreni battuti, ma sono arrivata impreparata per il fango di Bruxelles. Non facevo altro che sprofondare. Non ho fatto la gara che volevo (ha concluso al 66° posto tra le under 20, ndr) ma ricorderò con piacere questa trasferta perché è stata la prima con la Nazionale assoluta e a contatto con i big della nostra atletica”.


La strada, per la Voliani, è in ogni caso tracciata. Il 2023 ha parlato chiaro. “Non mi aspettavo di ottenere questi risultati e questi tempi – ammette Margherita – E’ stato un anno di grandi esperienze, compresa quella nella mezza maratona che un giorno mi piacerebbe approfondire. Ora mi sto preparando a un 2024 di miglioramenti, anche se non voglio fissare obiettivi troppo specifici”.

Margherita non parteciperà alla stagione indoor. Semmai ancora un paio di cross, “mi piacciono tanto anche se non so ancora se per caratteristiche è la specialità che fa per me. A Livorno mancano di sicuro certe condizioni climatiche per prepararmi in modo adeguato”.


Nessuna intenzione, invece, di abbandonare il triathlon, quanto meno a livello di preparazione. “Dal punto di vista agonistico, adesso mi sto concentrando sulla corsa. Ma provengo da quel mondo e mi trovo ancora bene con quell’impostazione”. Che significa nuotare in piscina, tre o quattro allenamenti di potenziamento muscolare in palestra e due-tre sessioni di pedalate sui rulli a settimana oltre al running”.

La rivedremo in pista in primavera, alla ricerca del minimo per i mondiali di Lima: come da criteri, bisognerà correre in 16’30”. Non sarà semplice, anche perché sarà l’anno della maturità. Margherita frequenta l’ultimo anno del Liceo Scientifico ed è uno spirito rock: nel tempo libero suona ancora la chitarra, altra sua passione: roba bella rumorosa, dal metal in su. E su Instagram un nick spiritosissimo, succhino ace: “Il frutto di una scommessa persa con un mio amico sul piazzamento di una gara. Ho pagato pegno così, ma ormai mi ci sono affezionata”.

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