L’operazione rilancio di mamma Chigbolu: “Rivoglio la Nazionale e gli europei”

Operazione rilancio. Da veterana della maglia azzurra e da neomamma. La brillantezza sul giro di pista da ritrovare prima di tornare a casa dalla piccola Rachele, che ha quasi sette mesi e pesa otto chili e mezzo. Guarda con fiducia al 2024 Maria Benedicta Chigbolu, quattrocentista romana del Centro Sportivo Esercito che dopo la maternità ha ripreso ad allenarsi regolarmente con il sogno, a 34 anni e mezzo, di riassaporare le sensazioni di qualche tempo fa e correre ancora veloce negli appuntamenti che contano. 

Maria Benedicta, sposata con l’ex quattrocentista azzurro Matteo Galvan, ha partorito lo scorso 9 luglio. Una gioia indescrivibile per lei che è stata un punto fermo delle staffette e che ora si divide in armonia tra allenamenti e poppate. “Ma adesso abbiamo iniziato lo svezzamento – precisa Benedicta, che si allena alla Cecchignola nel gruppo di Marta Oliva con Alice Mangione e Rebecca Borga – e dopo i tanti mesi di allattamento al seno, staccarsi soprattutto di notte è impegnativo. Io e Matteo, in ogni caso, abbiamo trovato un perfetto equilibrio, non avendo a portata di mano i rispettivi genitori. Ci occupiamo della piccola mezza giornata ciascuno. E la domenica mi dedico attualmente alla preparazione di brodi e verdure che poi possono essere utilizzate per tutta la settimana”.


Benedicta, ma quando hai ripreso ad allenarti a pieno regime?
“Il 9 ottobre, giorno in cui ho finito la maternità obbligatoria, ho ripreso gli allenamenti al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, anche se da un punto di vista motorio in realtà non mi sono mai fermata. Ringrazio l’Esercito per il continuo supporto che mi fornisce, aiutandomi a tornare al top della forma.  In questo momento sono in piena fase di carico, i primi test dovrei farli a marzo. Adesso ci stiamo dedicando ai lavori intensi e alla velocità di base”.

Spiegaci cosa perde una velocista durante la gravidanza?
“Forza e velocità sono i fondamentali che più riconosci carenti quando torni dopo uno stop di questo tipo, mentre ad esempio riesci a stare molto di più al passo con le altre ragazze sui lavori aerobici. Ora, dopo quattro mesi di lavoro, devo ammettere che le sensazioni e i riscontri cronometrici iniziano a essere più vicini ai miei standard. La facilità di corsa e la fase di avanzamento stanno pian piano tornando”.

Quanto ti ha aiutato dal punto di vista mentale dover pensare anche all’atletica piuttosto che svolgere solo il ruolo di mamma?
“L’essere atleta ha fatto parte della mia quotidianità anche durante la gravidanza. Con l’atletica continuo a dedicarmi a me stessa e alle cose che mi fanno stare bene. E tutto ciò si riversa positivamente su Rachele. Poi con Matteo abbiamo potuto dividerci i compiti. Ci aiutiamo molto, così entrambi manteniamo gli impegni con la nostra passione e ci godiamo nostra figlia”.

Sei anche stata impegnata nel progetto Atlete in Gravidanza del Coni.
“Mi ha aiutato a mantenermi bene a livello fisico e dal punto di vista dell’alimentazione, mi ha aiutato tanto per la mia ripresa sportiva. Con me c’era Francesca Lollobrigida (la romana azzurra del pattinaggio di velocità, ndr). Solo che lei è stata un fulmine ed è già tornata sul podio agli Europei”.


Le ultime stagioni non sono state indimenticabili. Il 2019 era stato l’anno in cui eri riuscita a esprimerti al meglio in termini cronometrici.
“Un anno di grandi soddisfazioni, con la partecipazione alla Coppa Europa, il podio ai mondiali di staffetta a Yokohama, il crono sotto i 52” per quattro volte (con 51”69 ha sfiorato di due centesimi il suo personale e sempre a Le Chaux de Fonds, ndr)”.

Il 2020 invece è stato un anno difficile.
“E’ arrivato il lockdown. Ho avuto dei problemi alla zampa d’oca e questo ha condizionato i miei allenamenti. Non c’erano poi tanti stimoli, non avendo gare a causa del Covid”.

E poi?
“Poi un 2021, con il secondo posto agli italiani e la batteria con la 4×400 ai Giochi di Tokyo insieme a Mangione, Nardelli e Borga. Dopo le Olimpiadi ho deciso di cambiare guida tecnica e di affidarmi a Marta Oliva, ma il 2022 mi ha lasciato l’amaro in bocca nonostante un buon 52”19, non un bellissimo campionato italiano e la riserva sia a Eugene che a Monaco di Baviera”.

Cosa cerchi da questo 2024?
“Ci sono gli Europei di Roma nella mia città e le Olimpiadi. Non potevo non puntarci. Mi sono detta “Benedicta, provaci”. Pur sapendo che rientrare nel giro della Nazionale adesso non sarà affatto semplice. La 4×400 di Budapest è andata fortissimo e ho fatto il record italiano. Oggi correre in 52” è la normalità rispetto al decennio scorso. E le mie ultime gare risalgono all’estate 2022. Serviranno dei tempi importanti”.

Non vediamo l’ora di rivederti all’opera.
“Non ho punti nel ranking per andare ai meeting importanti, dovrò per forza ricominciare dalle gare regionali, penso ad aprile in qualche gara spuria, tra 150 e 300, e verso la metà del mese faró un 400. Lì capirò qualcosa di più sul mio percorso e su ciò che potrà essere la mia estate”.

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