Samuele Ceccarelli ha fatto bene a non correre i 50 a Parma: il perché ce lo spiega Cristian Bruno

Sabato pomeriggio Samuele Ceccarelli avrebbe dovuto effettuare l’esordio stagionale al Merry Sprintmas, manifestazione organizzata dal Cus Parma, nei 50 metri, distanza spuria propedeutica a quei 60 metri in cui il talento massese punterà a ripetere le gesta di questo 2023 che gli hanno consentito di diventare campione europeo a Istanbul.

L’allievo di Marco Del Medico ha rinunciato in extremis alla gara, a causa di una temperatura giudicata non adeguata al suo debutto: il Palalottici ha avuto problemi di riscaldamento per un guasto alla caldaia.

Giusto dunque non correre? Possono anche soli 50 metri rischiare di compromettere una preparazione se affrontati in condizioni ambientali non ideali? Per capirne di più abbiamo coinvolto Cristian Bruno, fisioterapista e osteopata di tanti atleti della Nazionale.

“La scelta di Ceccarelli mi è sembrata piuttosto saggia – spiega Bruno – Quando corri per la prima volta in stagione, vai alla ricerca di sensazioni e hai bisogno di sicurezze. La biomeccanica non è ancora perfetta e lo stesso Samuele ha dichiarato di essere alle prese con le nuove scarpe. Con una temperatura troppo bassa, sarebbe stato sciocco rischiare degli infortuni e compromettere una stagione ricca di appuntamenti, dai mondiali indoor, a cui lui tiene particolarmente, alle Olimpiadi, passando per mondiali di staffette ed Europei di Roma”.

Samuele Ceccarelli con Gelindo Bordin.



Va ricordato che Ceccarelli è uno sprinter puro. Il riscaldamento dei muscoli è fondamentale e non può avvenire parzialmente in corso d’opera come in una gara di mezzofondo. Appena ci si mette sui blocchi, bisogna essere pronti a uno scatto fulmineo. Figuriamoci i 50 metri, distanza corta che richiede la massima esplosività.

“Con i muscoli sotto i 32 gradi si è già a rischio – ricorda Cristian Bruno – Anche una falsa partenza potrebbe complicare le cose. Ma non è solo una questione muscolare. Il freddo può provocare un irrigidimento delle spalle e della zona lombare, creando forti tensioni sugli arti inferiori, in particolare sulla zona del bicipite femorale. In questa fase ha fatto bene ad evitare di gareggiare. Tra un mese potrebbe fare meno calcoli, perché sarà in una fase diversa della preparazione, il suo fisico sarà più stabile e la condizione solida”.

Cosa succede dunque ai muscoli quando non si riscaldano bene e sono comunque chiamati alla prestazione? “I vasi sanguigni si restringono, passa meno ossigeno e di conseguenza i muscoli risultano meno elastici e le loro fibre meno resistenti”.

Il velocista delle Fiamme Oro è tornato stamani ad allenarsi a Pietrasanta. Il suo esordio slitta al 20 gennaio a Dortmund, in Germania, per poi partecipare dieci giorni dopo al meeting di Ostrava, in Repubblica Ceca.

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