Giliberto, Valenti, Campagnolo: in Sicilia orientale sta crescendo un formidabile tris d’assi

In un angolo di Sicilia, quello noto come Sud-Est per via del fortunato distretto turistico che ha spiccato il volo con la promozione delle terre di Montalbano, sta venendo su una serie di talenti dal futuro assicurato.

Tre di questi, in particolare, hanno strappato la copertina negli ultimi due-tre anni nelle categorie allievi e juniores. Simone Giliberto è il velocista di Solarino. Elisa Valenti da Floridia fa dei salti in estensione un marchio di fabbrica. E Mirko Campagnolo, da Acate, ha imparato a scagliare il peso come nessun altro in Italia alla sua età.

Sono tutti tesserati per società siracusane, anche se Acate è un piccolo centro in provincia di Ragusa. Giliberto difende i colori della Siracusatletica, la Valenti quelli dell‘Atletica Siracusa, Campagnolo da quest’anno è passato dall’Atletica Iblea alla Milone Siracusa.

Li accomuna più che altro il fatto di affidarsi a tecnici che rappresentano figure storiche dell’atletica isolana: Pasquale Aparo, Pino Maiori e Giuseppe Catarrasi. Tre prof. che nonostante le difficoltà logistiche e il quasi inesistente supporto delle amministrazioni politiche locali, vanno avanti dritti per le loro strade. Guidati dall’amore per l’atletica e abituati a fare con quel che si ha al campo, sia una pista di asfalto o una pedana arrangiata, sempre con il sorriso sulle labbra.

Giliberto, nato per correre

Al primo anno da junior, Simone Giliberto non si è fatto attendere per lasciare subito il segno, conquistando il titolo italiano indoor nei 400 metri. Il talento allenato da Aparo è reduce da un 2023 da incorniciare, chiuso con il titolo italiano allievi all’aperto sul giro di pista ma anche con due medaglie conquistate agli Eyof di Maribor (argento nei 400 e bronzo nella staffetta svedese).

“Gli obiettivi di Simone quest’anno sono i Campionati Italiani di Rieti ma soprattutto i mondiali under 20 di Lima – spiega Aparo – La federazione crede molto in lui, non solo a livello individuale, dove ci sarà da fare i conti con un livello altissimo di quattrocentisti, come gli americani in grado di correre in 45″ (il personale di Simone è al momento 47″55, ndr), ma anche per una staffetta che potrà dire la sua”.

Pasquale Aparo e Simone Giliberto.


Il debutto outdoor di Giliberto, reduce dal raduno di Formia con la nazionale giovanile, è fissato per sabato 13, al Firenze Sprint Festival, dove correrà sui 400, la distanza dove si distingue, “lui è un velocista che se la cava bene nei 100, anche se dal punto di vista strutturale non è potente come gli sprinter puri, e dirà la sua anche nei 200. Negli ultimi due anni ha però avuto un’evoluzione mentale che gli ha consentito di specializzarsi nei 400, che prima rifiutava. Quando si è convinto di correrli in maniera seria, gli si è aperto un mondo”.

E pensare che Giliberto, come molti ragazzi del Sud, ha cominciato a fare sport dando calci a un pallone. Il papà, ex calciatore ma anche docente di Scienze Motorie, non del tutto convinto delle sue doti, decise un giorno di portarlo da Aparo per una prova. “Ho capito subito che era nato per correre” ammette il coach di Solarino. “Ed è uno che ama l’atletica. Negli anni scorsi si è preso una sfilza di record regionali, spiccando in varie specialità, tra cui il salto in lungo dove ha un personale di oltre 6 metri”.

Il problema principale resta quello della struttura. Nell’impianto di Solarino, dove sono sbocciati talenti del calibro di Laura Gibilisco (martello) e Alessia Tuccitto (campionessa italiana di maratona allenata proprio da Aparo prima del trasferimento a Roma) non c’è il tartan. “Ci alleniamo su una pista di asfalto, anche perché non possiamo tutti i giorni andare a Siracusa. L’amministrazione ha promesso il tartan, ma finché non lo vedo…”.

Elisa Valenti, lungo e triplo specialità della casa

Da Floridia, altro piccolo centro alle porte di Siracusa, viene Elisa Valenti, saltatrice allieva di 2° anno che lavora sotto la guida di Pino Maiori.

Nel 2023, a Caorle, Elisa si è laureata campionessa italiana nel lungo ed è poi arrivata seconda nel triplo. Al momento offre ampie garanzie in entrambe le discipline dove, rispettivamente, vanta un primato di 6,02 e 12,70 (venti centimetri in più di una certa Simona La Mantia).

Al contrario di Giliberto, Elisa non è stata particolarmente fortunata nella finestra indoor. “E’ stata costretta a rimanere ferma quaranta giorni per un problema alla schiena dopo una delle prime uscite e ha dovuto rinunciare ai campionati italiani” spiega Maiori.

Elisa Valenti e Pino Maiori.


La siracusana sta recuperando in fretta, tanto da farsi notare nei test effettuati al recente raduno azzurro di Formia. “Pensavo che lo stop avesse comportato un calo dal punto di vista condizionale e invece possiamo stare relativamente tranquilli e continuare a lavorare con serenità” precisa Maiori.

La Valenti ha già messo nel mirino le prime gare stagionali, finalizzate al raggiungimento dei minimi per gli europei Under 18 di Banska Bystrica, ampiamente alla sua portata: 5,90 per il lungo e 12,40 per il triplo. “Romperemo il digiuno agonistico il 5 maggio, in una 4×100 – dice il tecnico – E poi ci concentreremo sui campionati italiani estivi”.

Campagnolo, peso dominante

E poi c’è Mirko Campagnolo, assoluto riferimento per il lancio del peso azzurro con i suoi cinque titoli italiani nelle categorie giovanili. L’ultimo ad Ancona, al coperto, nel mese di febbraio, da junior. In una stagione che lo vedrà inseguire il minimo per andare anch’egli ai mondiali under 20 in Perù.

“E’ nelle sue corde – assicura coach Giuseppe Catarrasi – Ha un personale di 17,83, quest’anno può spingersi fino ai 18,30 richiesti, magari ai Tricolori di Rieti. Noi faremo innanzitutto le gare siciliane, poche per la verità, che prevedono il peso, disciplina un po’ snobbata. Ed eventualmente ci sposteremo al Nord, anche per la necessità di validare le misure in competizioni inserite nel Global Calendar“.

Giuseppe Catarrasi e Mirko Campagnolo.

Campagnolo, che ha lavorato al raduno di Tirrenia con gli altri giovani lanciatori, sta cercando di perfezionare la potenza badando più ai progressi nella velocità del gesto in pedana che alla forza, “anche perché Mirko ha una struttura pesante e non avrebbe senso per lui che ha solo 19 anni impiegare carichi altissimi. C’è un tempo per tutto”.

Come Giliberto, anche il pesista ragusano e il suo tecnico si arrangiano su una pedana piuttosto rudimentale. “Ad Acate non c’è una pedana. Ci adattiamo su una piattaforma in cemento, fissata con un fermapiedi. L’amministrazione comunale, ahinoi, è del tutto assente. Non si è mai fatta sentire nemmeno per un complimento sui risultati ottenuti, figuriamoci per la struttura”.




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