Gli Ingebrigtsen e il rapporto genitori-figli: quando l’atletica è affare di famiglia

Il “coming out” sul burrascoso rapporto con il padre da parte dei fratelli Ingebrigtsen ha riacceso ancora una volta i riflettori sul difficile connubio tra genitori e figli atleti, anche perché l’atletica leggera non è affatto nuova a esporre in vetrina gli affari di famiglia.

I mezzofondisti norvegesi, di cui il più celebre senz’altro è Jacob – appena eletto a Vilnius miglior atleta europeo dell’anno per il secondo anno consecutivo – si sono separati da papà coach Gjert più di un anno fa, una volta preso coscienza di dover operare una netta cesura con il difficile passato.

Adesso gli Ingebrigtsen hanno a quanto pare sentito il bisogno di rendere pubblico il clima di paura, violenza fisica e mentale sotto il quale sono cresciuti e divenuti atleti, alle prese con un padre che sarebbe stato troppo esigente anche sugli allenamenti.



Il rapporto difficile tra padre e figlio riporta alla mente di noi italiani quanto successo di recente tra Marco e Gimbo Tamberi, sia pure con le doverose proporzioni. Non stiamo parlando affatto di violenza, quanto piuttosto di una relazione che si è interrotta a suon di litigi e rancore, e che ha lasciato degli strascichi importanti, dal momento che il campione del mondo e olimpico del salto in alto ha rivelato dopo Budapest di non parlare più con il padre da mesi.

“Il rapporto professionale, l’atleta e i risultati vengono sempre dopo quello affettivo. Un ragazzo o una ragazza che si allena col padre o la madre devono prima sentirsi amati e apprezzati a prescindere dalle performance nello sport” aveva sottolineato qualche giorno fa la psicologa Flaminia Bolzan sulle pagine del nostro sito.

Tamberi a parte, l’atletica italiana al momento offre invece parecchie accoppiate che funzionano innanzitutto dal punto di vista umano e, in secondo luogo, anche da quello sportivo.



E’ il caso di Nadia Battocletti, allenata da papà Giuliano: pochi rumors ed esposizione mediatica, tanto, tanto lavoro. Ed ecco che la mezzofondista trentina – passo dopo passo – sta raggiungendo risultati di grandissimo rilievo.

Lo stesso dicasi per il fresco di nomina astro nascente dell’atletica europea Mattia Furlani, che al pari della sorella Erika è allenato (e coccolato) da mamma Khaty a Rieti.

E poi c’è Larissa Iapichino, pronta a replicare le gesta di mamma Fiona May sotto l’attenta guida di papà Gianni, con il quale sembra aver trovato feeling e stabilità.

Rapporti piuttosto sani ed equilibrati intercorrono anche tra Filippo Tortu e il papà Silvano, e tra la triplista Ottavia Cestonaro e il papà Sergio. Una storia tutta da scrivere è invece quella tra Fabrizio Donato e la figlia 17enne Greta, già campionessa italiana juniores del triplo proprio sulle orme di papà.

Per il 2024 vedremo invece cosa ci regalerà una nuova pagina dell’atletica in famiglia con il sodalizio tra la marciatrice olimpionica Antonella Palmisano e il marito Lorenzo Dessi.

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