L’ingegner Zango iridato e atleta part-time: un messaggio di speranza per il Burkina Faso

“La mia medaglia porterà speranza ai giovani. Sapranno che è possibile diventare i migliori al mondo, anche se si proviene da un paese come il Burkina Faso“.

Questo il succo del messaggio che il campione del mondo di salto triplo Hughes Fabrice Zango ha veicolato durante l’intervista rilasciata alla sezione africana della BBC. Diventare campioni anche se sei nato in un paese povero, aggiungiamo noi, è proprio il fascino dell’atletica, lo sport più democratico e universale della terra.

E’ stato un 2023 speciale per Zango. A Budapest si è laureato campione del mondo con la misura di 17,64, dopo l’argento di Eugene e il bronzo di Doha. Una scalata perfetta.

Per Zango non deve essere facile rappresentare un Paese come il Burkina Faso, 20 milioni di persone e due colpi di stato militari nel 2022. Zango ha raccontato di avere amici che stanno combattendo contro i terroristi nel nord della nazione e che con la vittoria di Budapest ha dato loro energia per continuare la loro missione.


“Voglio essere un simbolo di speranza. La speranza è come i muscoli. Serve mantenerla e allenarla”.

Zango quest’anno punta dritto ai Giochi di Parigi. A Tokyo fu terzo. Si presentò in grandi condizioni fisiche ma mentalmente non era a posto. “Ho lavorato moltissimo dal punto di vista della forza mentale con il mio psicologo e sono cresciuto parecchio” ha spiegato il burkinabè, che nel 2023 è stato un atleta “part-time”.

Zango si è infatti dedicato agli studi in Francia, dove vive e si allena agli ordini dell’ex campione del mondo Teddy Tamgho.
Lo scorso 22 dicembre ha finalmente ultimato il Dottorato di ricerca in Ingegneria Elettrica all’Artois University di Arras. Ore e ore passate in laboratorio, “ma dalle ore 16 in poi niente più esperimenti ed equazioni. Mi trasformavo in un atleta. Diventare campione del mondo è molto più difficile rispetto a completare un dottorato di ricerca. Perché devi essere pronto nel posto giusto al momento giusto. Studiare e fare atletica è stato in ogni caso un viaggio intenso. Se mi guardo indietro, sono molto orgoglioso di me stesso”.


Per il futuro, Hughes Fabrice vorrebbe mettere a disposizione del suo Paese l’esperienza e le conoscenze maturate in Europa. “So che in Burkina Faso c’è posto per me. Voglio contribuire alla crescita della mia nazione per portarla a un livello più alto”.

Da gennaio in poi, il 30enne Zango non dovrà più dividersi tra tesi di dottorato e atletica. Il core del 2024, come detto, saranno soltanto le Olimpiadi.
Diventare campione olimpico rappresenterebbe la chiusura del cerchio. L’ultima pagina del libro della mia carriera“.
Zango è pronto a scriverla proprio nella città del parigino Tamgho, suo tecnico che non è mai riuscito a compiere l’impresa a cinque cerchi, dal momento che si dovette arrendere infatti ai seri infortuni che gli impedirono di partecipare sia a Londra 2012, sia a Rio 2016.

Chissà che duello, il prossimo agosto, con il nostro Andy Diaz, già affrontato più volte in Diamond League e finalmente arruolabile per la Nazionale italiana.

Foto Getty Images / BBC

Potrebbe interessarti anche...

Gli articoli di questo autore

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *