Matteo Melluzzo sempre più veloce: la cura Di Mulo funziona

Nei 100 piani che hanno celebrato il ritorno in Italia di Marcell Jacobs, prossimo ad aggregarsi all’Olympic Training Camp di Rieti, non molto distante dal vincitore c’era Matteo Melluzzo, terzo all’arrivo con un significativo 10″13.

Otto centesimi in meno rispetto a quanto era stato capace di fare tre giorni prima a Savona, con il risultato complessivo di due personali migliorati in poche ore. Sintomo di grande forma ma anche di prestazioni consistenti, che la dicono tutta sulla crescita di Matteo Melluzzo, sprinter siracusano di 21 anni che dall’autunno scorso ha scelto di affidarsi all’esperienza del prof. Di Mulo nella vicina Catania.

Matteo, ti aspettavi questi tempi al Meeting di Savona e al Roma Sprint Festival?
“Non capita spesso di riuscire a fare il personale due volte in pochi giorni. Mi aspettavo di scendere sotto il mio vecchio primato, perché le indicazioni in allenamento andavano in quella direzione e mi facevano sentire pronto, ma non a questi livelli. Anche per le diverse condizioni: a Savona faceva freddo e pioveva, a Roma credevo che Jacobs scendesse sotto i 10″ e io sarei rimasto più indietro con gli altri. E invece sono arrivato proprio vicino”.

Il crono di 10″13 è in linea con quello di tanti altri sprinter di grido in questo primo scorcio di stagione.
“A parte Lyles e Simbine, gli altri hanno fatto più fatica con la barriera dei 10″. Ma la stagione è molto lunga e io non so dove posso arrivare. Sono ancora un under 23, ma alle gare mi confronto con gli assoluti e bisogna adeguarsi in fretta al palcoscenico internazionale”.

Matteo Melluzzo allo Sprint Festival con Jacobs e Ali.


Questo Melluzzo può sognare in grande, almeno agli Europei?
“Credo si possa anche aspirare a una finale e sarebbe un traguardo incredibile. Io non credevo di poter sprintare così veloce in pochi mesi, ma il prof. Di Mulo sì. Ieri mi ha svelato un aneddoto: secondo le sue previsioni, a Roma avrei corso in 10″15. Ho fatto ancora meno, ma lui ci aveva visto lungo”.

Il lavoro con Di Mulo è stato inizialmente di ricostruzione. A cosa vi siete dedicati?
“Abbiamo fatto un mese pieno di basi tecniche. Dalle andature agli skip A e B, per sistemare lo stile di corsa. Poi sono stato subito indirizzato alla quantità, la parte che mi era sempre mancata. All’inizio è stata dura, adesso quasi vado in difficoltà se non faccio volumi importanti. Significa che c’è stato un ottimo adattamento alle nuove metodiche e ai nuovi ritmi”.

Per Matteo Melluzzo, considerando gli acciacchi di Patta e Simonelli, potrebbero anche schiudersi le porte della 4×100 a Roma.
“Posso solo dire che se arrivasse il mio momento, sono sicuro di essere preparato. Negli ultimi tre raduni, i due di Roma e quello di Miami, i test oggettivi dicono che sono sul pezzo con il testimone in mano. Ho sbagliato 1-2 cambi e sono stato preciso sul segno e anche come portatore”.

Se guardi indietro e pensi all’inverno che per te ha rappresentato un enorme cambiamento, avresti immaginato di ritrovarti così performante già a metà maggio?
“No, anche perché in piena preparazione ho avuto una lesione al bicipite femorale che mi ha impedito di preparare al meglio le gare al coperto. Il 6″65 di Ancona viene fuori da sole tre settimane di lavoro e anche quando abbiamo cominciato a lavorare in funzione delle outdoor, temevo i lavori lunghi. Poi è arrivato l’adattamento e la capacità di sopportare certi carichi. Allora ho capito che avrei fatto buoni tempi, ma non così presto”.

Un cambio in staffetta tra Melluzzo e Patta.


E ora gli obiettivi quali saranno?
“Nelle prossime gare, a cominciare dagli europei, mi aspetto di mantenere le stesse sensazioni. Correre su questi standard sarebbe un grande traguardo, ma non voglio prefissarmi obiettivi particolari. Tutto quello che verrà d’ora in avanti, sarà tutto di guadagnato”.

Avresti dovuto tornare in pista giovedì, al Grifone Meeting di Asti.
“Ma visti i risultati di Savona e Roma, abbiamo deciso con il prof. di fermarci un attimo e arrivare più freschi al raduno azzurro che comincia lunedì prossimo. Una volta centrato il minimo per gli Europei (10″16, ndr), non ha senso fare un altro 100 a tutta e correre rischi”.

Papà Gianni cosa dice di questi recenti exploit?
“E’ felicissimo ed è sempre il mio primo tifoso, anche adesso che non mi alleno più con lui. Non esistono invidie nei confronti del prof. e siamo tutti convinti di aver fatto la scelta giusta”.

foto d’apertura Colombo

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