Valentina Gemetto: rinascita di una mezzofondista pronta a vestirsi d’azzurro

Il tono di voce è quello dell’atleta consapevole di aver trovato la retta via dopo una lunga serie di vicissitudini. Il conforto è quello dei risultati di questo 2023, che sanno tanto di rinascita e che a Valentina Gemetto stanno per schiudere le porte della Nazionale.

Lo ha confermato lo stesso direttore tecnico Antonio La Torre, mettendola accanto ai nomi di Nadia Battocletti e Anna Arnaudo per la squadra che assalterà gli Europei di corsa campestre il prossimo 10 dicembre.

Nulla importa se per vestirsi d’azzurro, Valentina Gemetto usufruirà di una modifica del regolamento della Carta Etica approvata a settembre dal Consiglio Federale e che concede, di fatto, una seconda chance – soddisfacendo alcuni criteri di merito – a chi è incappato in due o più anni di squalifica per doping.

Foto Donato Chiavati.

La 25enne piemontese, il conto con la giustizia sportiva lo ha già saldato. Per un errore di gioventù risalente al 2019 e che fece trovare nel suo sangue la Benzoilecgonina, metabolita della cocaina.

La ragazza di Saluzzo è tornata a dar ragione a chi la indicava da tempo come uno dei grandi prospetti del mezzofondo italiano. E’ reduce dallo strepitoso terzo posto colto nel cross di Soria, valido come tappa del World Tour, risultando di gran lunga la migliore europea al traguardo. E due domeniche fa si era presa di prepotenza anche il Cross Valmusone di Osimo.

“Sono in un’ottima condizione – ammette Valentina – In Spagna sapevo di poter fare una bella gara ma il podio non era scontato. Adesso non vedo l’ora che venga ufficializzata la mia convocazione per gli Europei. A Bruxelles il mio obiettivo è quello di arrivare tra le prime dieci”.


La portacolori della DK Runners di Matteo Vecchia domenica sarà al via del Survivor Cross di Busto Arsizio e non alla Carsolina di Trieste.
Nel mirino, per il 2024, ci sono i 1500 e 3000 indoor, e poi il minimo olimpico, magari sui 5.000 metri, distanza nella quale vuole far bella figura anche agli Europei di Roma.

La svolta agonistica per Valentina è arrivata quando ha cominciato ad essere seguita da Federico Leporati, il responsabile nazionale del mezzofondo.
“Dopo i 5.000 corsi a Vienna – racconta – mia mamma (l’ex azzurra Barbara Verna, ndr) si è resa conto di far fatica a seguirmi al 100% e allora è riuscita a ottenere la collaborazione di Leporati. Vado a La Spezia (lei si allena a Cuneo) una volta a settimana, ma in un paio di mesi i frutti del lavoro sono evidenti, soprattutto riguardo alla tecnica di corsa e agli allenamenti più efficaci”.

Solo due anni fa, per Valentina, l’atletica sembrava ormai dover appartenere al passato. Non deve essere stato facile digerire due anni di squalifica da fresca maggiorenne.

Foto Asd Passologico.


“Stavo passando un periodo difficile. Un brutto infortunio allo psoas mi ha tenuto ferma per cinque mesi. Non avevo più voglia di correre e nel frattempo ho iniziato a frequentare delle cattive compagnie. Ho scoperto il mondo delle discoteche e ho commesso un errore”.

Valentina prende un anno di squalifica. E continua ad allenarsi. Poi la mazzata della Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, che nell’ottobre 2021 le infligge un altro anno di squalifica. “Non ho avuto la forza nemmeno di procedere con i successivi ricorsi. Avevo appena finito la scuola e mentalmente non ero pronta per affrontare i processi”.

E’ il lockdown durante il Covid a far tornare la voglia di correre alla Gemetto. “Ho conosciuto il mio attuale ragazzo, Paolo Aimar, e ho ricominciato ad allenarmi. Per avere più tempo a disposizione, ho lasciato il lavoro in uno studio di commercialista e sono entrata in società nell’azienda agricola di Paolo”. E il cronometro le ha dato ragione…

Foto Giorgio Pesenti.


“I primi risultati sono arrivati alla fine del 2022 e avrei già potuto partecipare agli Europei di Torino. Purtroppo la norma della Carta Etica me lo impediva. E’ stata una bella batosta. Ma ho pensato: se vado forte, magari qualcosa cambierà”.

E così è stato, anche perché l’uso della sostanza incriminata da parte della Gemetto non era “al fine di migliorare la prestazione sportiva”.

Guai però a pensare che la scelta di Leporati come coach sia collegata alla sua riabilitazione azzurra.

“Volevo essere allenata da Federico ben prima del cambio di regolamento – precisa – Da quando sono tornata, ho in testa le Olimpiadi e reputo Leporati uno dei migliori tecnici in grado di mettere a posto la mia corsa. Alle polemiche non do alcun peso. Ne ho passate tante e sono stata criticata. Vado dritto per la mia strada e ringrazio chi mi è stato vicino in questi anni difficili, come mamma, papà e il mio compagno”.

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