Pasquale Selvarolo e i sette giorni che lo hanno proiettato tra i big

Nel giro di sette giorni, Pasquale Selvarolo si è guadagnato i titoli di giornali e siti web grazie a due prestazioni sopra le righe.
La prima è stata la più eclatante: 1h00’32” nella mezza maratona di Ravenna, il sesto italiano di sempre sulla distanza.
La seconda, la più stuzzicante: ha tenuto testa a Yeman Crippa al Cross La Mandria di Venaria Reale, perdendo solo la volata contro il campione europeo dei 10.000 metri e meritando di far parte della spedizione – che dovrebbe essere ufficializzata il 30 novembre – per gli imminenti Europei di cross.

Nel giro di sette giorni, Pasquale Selvarolo è entrato in una nuova dimensione. Ma ogni esplosione è frutto di una lunga ebollizione, come ci tiene a sottolineare questo giovane ragazzo pugliese di Andria, che martedì prossimo 28 novembre compirà 24 anni.

“I risultati dell’ultima settimana – spiega – sono quelli più visibili agli occhi di tutti. Ma sono il frutto di due anni di duro lavoro, coincisi con il mio trasferimento a Modena, per essere allenato dal mio correggionale Piero Incalza, e con il mio ingresso nelle Fiamme Azzurre, che mi ha permesso di svolgere l’attività in modo professionistico”.

Pasquale ha dunque fatto armi e bagagli, “perché la realtà di casa mi stava un po’ stretta e avevo bisogno di nuovi stimoli. Quando sono arrivato a Modena, Piero mi ha subito avvertito, dicendomi che per costruire un’atleta a lui sarebbero serviti un paio di anni. Io chiaramente non partivo da zero, con il mio ex allenatore Giovanni De Rocco avevo ricevuto un’ottima impronta come runner di lunghe distanze”.

Pasquale sgobba, crede nelle parole del suo tecnico, mantiene la pazienza e comincia ad abbassare, seppur lentamente, i tempi. La svolta arriva alla conclusione del secondo anno di lavoro, come da profezia di Incalza.

“Ho sentito che qualcosa nel corpo e nella mente stava cambiando e speravo di avere un primo riscontro di queste sensazioni al mondiale su strada di Riga. Purtroppo, sono stati ristretti i requisiti per la convocazione e sono rimasto fuori, rimanendo parecchio deluso perché volevo assolutamente fare un’esperienza internazionale”.

Selvarolo non si perde d’animo e approfitta dell’amicizia con Daniele Caimmi, ex azzurro della maratona, tra gli organizzatori della Ravenna Half Marathon. “Mi ha invitato a correre la mezza: ero un po’ scettico, ma era l’unica scelta che avevo. Ho accettato, sapendo di stare bene e di potermi migliorare, anche se mai potevo pensare a un tempo così eccellente”.

A Ravenna, ha avuto la fortuna di trovare runners forti e motivati. Ed ecco che prima della partenza, nasce un accordo sulla gestione della gara. “Abbiamo deciso di darci una mano, avendo interessi comuni. E’ venuto fuori un ritmo costante e in leggera progressione. Il percorso era piattissimo, anche se le curve nel centro storico non lo rendono il più veloce di certo. All’arrivo, non mi sarei mai aspettato di chiudere in un’ora netta. Ho bloccato l’orologio, credendo di aver sbagliato. Mi è scesa anche qualche lacrima, ero troppo felice, anche perché quel crono vale il minimo per gli Europei di Roma“.

Foto Francesca Soli.


L’exploit di Selvarolo assomiglia tanto a quel clic che prima o poi scatta in ogni atleta di talento che non lascia mai nulla al caso. “Sono riuscito a condensare tutte le energie degli allenamenti in gara, fidandomi delle sensazioni, liberando la testa, approfittando anche di una parte di preparazione effettuata a casa, in Puglia, in tutta comodità”.

Dopo la mezza, l’allievo di Incalza ha deciso di spostarsi sul cross per completare l’opera e cercare il quinto biglietto in carriera per gli europei di campestre, il secondo da assoluto. Anche per vincere una sorta di scommessa con la federazione, che aveva un po’ storto il naso proprio sulla sua partecipazione alla mezza di Ravenna.

“Ho fatto sapere al d.t. Leporati, tramite Giuliano Baccani delle Fiamme Azzurre, che la federazione doveva fidarsi di me e che dopo la mancata convocazione per Riga avrebbe dovuto lasciarmi fare di testa mia. Ho spiegato che una mezza mi sarebbe servita. E che mi sarei presentato in forma alla gara di selezione di Venaria. Diciamo che ho saputo tener fede alla promessa“.


E così, Selvarolo si è ritrovato testa a testa con Yeman Crippa. Una situazione nuova, che ha inciso profondamente nel suo orgoglio. “E’ stato un onore competere per la prima volta con Yeman. Solo pochi mesi fa, potevo guardarlo dal divano. Ma io ho tanta fame, sento finalmente di poter dire la mia, ho cambiato approccio. E spero di fare un grande Europeo a Bruxelles. Chissà cosa può succedere quando ci si gioca qualcosa di importante…”.

Selvarolo chi? In tanti se lo sono chiesto in questi giorni, sui social. “Mi ha fatto piacere leggere commenti di persone che non mi conoscevano e che ne hanno parlato, nel bene o nel male. Sono un nome nuovo nel panorama dell’atletica, nonostante i sei anni di attività alle spalle. Uno dei miei obiettivi è anche far conoscere la mia storia attraverso i risultati. Tutto è possibile con il lavoro e la fatica”.

Foto Fidal

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