Andy Diaz già dominante nel triplo, Donato: “Manca tanto a Parigi, andrà gestito”

Vederlo saltare è una gioia per gli occhi. Ha ricominciato esattamente da dove aveva finito, con una vittoria dopo l’altra. Siamo solo a febbraio, lui domina in pedana e gli avversari sono a distanza siderale. L’Andy Diaz ammirato a Torun, in occasione della tappa Gold del World Indoor Tour, è già in gran forma, oltre a essere il riferimento mondiale del salto triplo.

Dopo il 17,46 di Miramas, il portacolori della Libertas Unicusano Livorno ha aggiunto altri 15 centimetri, atterrando a 17,61 al secondo e ultimo salto effettivo della sua gara.

Ora comincia una lunga attesa. Il countdown che lo separa dall’indossare per la prima volta la maglia azzurra dice che mancano poco meno di sei mesi. Saranno le Olimpiadi, ma da qui ad agosto il talento del campione va gestito, per concretizzare il lavoro certosino intrapreso al fianco dell’inseparabile allenatore Fabrizio Donato.

“Le prime uscite ci hanno soddisfatto e non poco – spiega Donato, di ritorno dalla Polonia – anche perché Andy ha effettuato dei salti intelligenti. L’appetito vien mangiando e non ci si deve accontentare, ma in questo momento è importante anche saper gestire l’attesa per ciò che sarà il clou della stagione. Ricordiamoci che manca ancora tanto a Parigi”.

Andy Diaz alla Orlen Cup in Polonia.


A Torun, Andy Diaz ha effettuato i primi due salti e, una volta raggiunta la misura di 17,61, ha preferito fermarsi.
“L’idea era proprio quella di fare subito due salti buoni per poi poter gestire la gara, in modo che risultasse meno traumatica possibile. In base alle situazioni, è giusto sacrificare anche qualche prestazione. I tempi della competizione si sono allungati e Andy si era raffreddato. Quindi abbiamo deciso di non saltare più e di effettuare per l’ultimo turno di salto soltanto la rincorsa, per omaggiare il pubblico”.

Dal punto di vista tecnico a che punto siamo?
“Vedo il salto di Andy sempre più simile a quello europeo che a quello cubano, un po’ l’obiettivo di tutto il lavoro che stiamo portando avanti. E c’è un dato che mi conforta”.

Quale?
“Che nel jump, ovvero il terzo salto, Andy sta crescendo e sviluppando circa 6,20-6,30 metri. Il suo salto è sempre più scorrevole e si avvicina, per tecnica, a quelli di Taylor o Edwards”.

Cos’altro da sistemare?
“L’entrata a stacco risulta ancora tagliata e ciò comporta un rallentamento. Può diventare molto più libera e recuperare centimetri”.

Ora gli italiani?
“Sì, con ogni probabilità Andy gareggerà solo ad Ancona. Considero un grande successo che il ragazzo abbia chiuso queste gare senza dolori. Aspetto abbastanza inusuale nel triplo, disciplina traumatica per eccellenza. In questa fase è giusto che prevalga la massima prudenza”.

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