Mondiali indoor: Furlani, argento che vale oro. Ma questo è solo l’inizio…

Un argento che vale oro, è proprio il caso di dirlo. Non solo perché a 19 anni, finire alle spalle del campione olimpico e mondiale, il greco Tentoglou, dev’essere considerato un risultato prodigioso. Ma soprattutto perché Mattia Furlani ha saltato proprio la stessa misura del rivale, 8,22, chiudendo al secondo posto solo per un secondo miglior salto inferiore di pochi centimetri rispetto all’ellenico (8,19 contro 8,10) al termine di una gara tiratissima che ha visto i primi tre racchiusi in appena un centimetro: terzo il giamaicano McLeod con 8,21.

Così, all’ora di pranzo, la favola di Mattia è il dolce che serviva nel piatto di questo sabato iridato, che di sera ci regalerà altre prelibatezze grazie a quei fulmini di Zaynab Dosso e Lorenzo Simonelli.


Vedere Furlani è una gioia per gli occhi. Nei suoi salti, peraltro cinque buoni e l’ultimo nullo (altrimenti viene giù il palazzetto per quanto lontano) c’è un mix magico di tecnica, sfrontatezza, tranquillità e leggerezza. Voli d’angelo, atterraggi che sembrano non fare rumore.

Poche settimane fa, il talento reatino aveva confezionato il record italiano con un poderoso 8,34. Oggi un argento mondiale che sa già di consacrazione, anche se il ragazzo si è appena affacciato alla ribalta e tutto lascia presagire che questo sia solo l’inizio di una serie di imprese.

In tribuna, intanto, mamma Khaty Seck se lo coccola. Lui la ringrazia pubblicamente. Il loro sodalizio funziona. E il meglio deve ancora venire. Vero, Mattia?

foto Grana / Fidal

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