Alla scoperta del primo Simonelli: i ricordi di Marta Oliva

Veloce sì, ma la crescita fisica e lo strapotere atletico sarebbero arrivati molto più avanti, anche più tardi di altri compagni di squadra, e a vederlo oggi non si direbbe. Il Lorenzo Simonelli capace di esplodere definitivamente agli ultimi mondiali indoor di Glasgow, dove ha conquistato una splendida e storica medaglia d’argento nei 60 ostacoli, non è mai stato un bambino prodigio.

“Il suo potenziale è emerso da allievo, subito dopo l’estate in cui l’abbiamo ritrovato più alto di dieci centimetri” racconta Marta Oliva, tecnico del Centro Sportivo Esercito che alla Cecchignola oggi allena un bel gruppo di quattrocentiste come Alice Mangione, Rebecca Borga e Benedicta Chigbolu ma che 14 anni fa allenava quel gruppo di Esordienti dell’Esercito Sport&Giovani tra cui sgambettava a nove anni anche Lollo, che da Cadetto sarebbe poi passato sotto la guida tecnica di Claudia Pacini.

Marta Oliva con Alice Mangione.

“Lorenzo, dal punto di vista umano, è come lo si vede adesso: educato, sensibile, ligio a ciò che gli proponevamo – ricorda Marta – Sostenuto da una famiglia modello (papà ricercatore, per anni in Tanzania dove ha poi conosciuto la moglie, ndr) che lo ha cresciuto con valori ben precisi. Fin dalle prime gare, è apparso un ragazzo tranquillo e rispettoso degli avversari”.

E pensare che avrebbe attirato le attenzioni su di sé solo dopo il primato italiano under 18 nei 60 ostacoli compiuto nel 2019. Lo sviluppo fisico non è stato precoce. Lorenzo “aveva ottime qualità ma era piuttosto acerbo, non era il più brillante, uno dei tanti con buone doti. Ciò si vede dai risultati: non ha mai vinto il Criterium Cadetti. I successi sono arrivati di pari passo con la maturazione fisica“.


Col passare del tempo, tuttavia, a prendere il sopravvento sono state caratteristiche che si sono poi rivelate determinanti per l’attuale competitività sugli ostacoli. “Del piccolo Simonelli colpivano la coordinazione e l’intelligenza motoria. Peraltro per un paio d’anni ha continuato a praticare nuoto. Un altro punto a suo favore è l’aver praticato tutte le specialità, mostrando una versatilità fuori dal comune. Con me faceva anche le campestri. In realtà lo costringevo, perché lui non le amava affatto…”.

E’ chiaro che riportando avanti le lancette del tempo, l’emozione di fronte alle recenti imprese di Monkey D. non è facile da nascondere per chi ha posto i primi semi di quello che poi sarebbe diventato un campione. “L’esplosione di Lorenzo è per me e per tutto il Centro Sportivo Esercito un motivo di notevole orgoglio, dal momento che stiamo parlando di un ragazzo formato nel nostro vivaio e ciò non si può paragonare a chi viene arruolato nel gruppo militare solo da grande. I passi in avanti di questo inizio di stagione sono stati straordinari e sono sicura che Lorenzo ce ne farà vedere molti altri in futuro”.

foto Simonelli di Grana / Fidal

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