L’imperativo di Rebecca Borga è ritrovare la continuità: “E a Roma ho trovato un bel clima”

Nelle prime settimana di meeting indoor abbiamo assistito a buonissime gare da parte di atleti che nel 2023 erano rimasti un po’ in ombra. Questa stagione sembra invece gasare davvero tutti, grazie anche a due paroline magiche: Roma e Parigi.

Il fascino dell’europeo in casa e l’anno olimpico aiutano a trovare risorse inaspettate, ma sono anche i nuovi stimoli a rilanciare le ambizioni e il talento degli azzurri: a questa cerchia appartiene anche la quattrocentista Rebecca Borga, che in autunno si è trasferita da Venezia a Roma, per allenarsi alla corte di Marta Oliva, insieme ad Alice Mangione e Benedicta Chigbolu.

La 25enne di Quarto d’Altino, portacolori delle Fiamme Gialle, si è subito messa in evidenza sia sui 60 indoor che nei suoi 400 ad Ancona, correndo un ottimo 52″96, mentre nell’ultima uscita, a Gand, è rimasta un po’ chiusa chiudendo al quinto posto, in attesa di tornare in pista per i Campionati italiani del prossimo weekend.

“Sono molto soddisfatta di come sono andate le prime gare – racconta Rebecca Borga– mentre nell’ultima ho pagato la tattica di gara. Sono rimasta chiusa alla corda e ho finito per frenare in seguito allo scontro con un’avversaria. Ma si sa, al coperto, i 400 metri sono così, perché siamo tutti nella stessa corsia”.


A Gand senti che ci sia stato un passo indietro dal punto di vista della forma?
“No, assolutamente. Mi sto allenando al massimo e sto bene. Infatti mi è dispiaciuto essermi trovata impigliata nel gruppo in una gara meno tirata”.

Alla fine della passata stagione ha fatto notizia il tuo cambio di guida tecnica: da Andrea Montanari a Marta Oliva. Problemi particolari?
“Questione di stimoli. E’ vero, l’anno scorso ho fatto anche il mio personale (52″55) ma per come mi sono allenata mi aspettavo dei progressi migliori in termini cronometrici. Ho deciso di cambiare perché sento di poter dare di più”.

Negli ultimi due anni sei stata lontana dalla Rebecca Borga che si è guadagnata i Giochi di Tokyo.
“Il 2022 ho sofferto di un’ernia alla schiena che ha richiesto una ripresa lenta e ha compromesso le prestazioni. L’anno scorso stavo bene ma i risultati sono stati troppo altalenanti”.

Alla Cecchignola hai trovato un bel gruppo di quattrocentiste.
“Sapevo come lavorava Marta Oliva e potermi allenare con altre quattrocentiste è un tassello in più. Correre con atlete del mio livello mi mancava a Venezia. Sto lavorando nuovamente sulla tecnica ma è soprattutto il bel clima che ho trovato a farmi stare tranquilla e a rendermi felice della scelta fatta”.


Anche nei 400, insomma, la concorrenza non manca. Solo per tornare in staffetta bisognerà fare gli straordinari.
“Era ora che anche in Italia ci fosse un nutrito gruppo di atlete in grado di andare alle manifestazioni internazionali. So che per far parte della 4×400 e ritrovarmi alle Bahamas dovrò migliorarmi nel corso della stagione. Ma sono fiduciosa. Nel 2024 il mio obiettivo è ritrovare continuità di rendimento che ultimamente mi è mancata”.

Com’è stato l’impatto con la Capitale?
“Molto positivo e l’ambiente positivo di cui parlavo prima aiuta a rendere tutto più facile e a colmare la distanza con i familiari. E poi ho apprezzato anche il clima diverso rispetto al Nord. Ero abituata ad allenarmi con freddo e umido, mentre quest’anno a Roma c’è stato sempre bel tempo e non sono serviti i raduni all’estero”.

Nel tempo libero? Shopping romano o torni dai tuoi?
“Ora che sono cominciate le gare, c’è veramente poco spazio per altro che non sia l’atletica o lo studio (Rebecca studia Economia ma ha già una Laurea triennale in Lingue conseguita alla Ca’ Foscari, ndr). A Roma mi piace andare in centro, mentre mi dispiace non poter vedere quest’anno il Carnevale di Venezia”.





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