Lorenzo Simonelli e l’estate che verrà sui 110 ostacoli: i pensieri di Andrea Giaconi

Il siluro di Lorenzo Simonelli lo ha ammirato dal caldo di Capo Verde. Il telefono squilla e Andrea Giaconi – ex ostacolista azzurro con tanto di primato italiano all’aperto detenuto per dieci anni e oggi finanziere – è appena ritornato dalle abituali vacanze di gennaio-febbraio: “Da quando facevo i raduni andando alla ricerca di temperature più miti, non riesco a trascorrere un intero inverno in Italia” spiega Andrea.

Lui Lorenzo lo ha conosciuto non a caso a Tenerife, durante un collegiale della Nazionale guidato dall’amico Giorgio Frinolli. “Mi ha presentato questo ventenne – ricorda – e mi ha subito impressionato per il fisico statuario e ben proporzionato. Poi l’ho visto correre in tv e devo dirgli che non gli manca proprio niente”.


Ti aspettavi che potesse raccogliere l’argento ai mondiali indoor?
“Il 13″33 firmato agli ultimi europei under 23 di Espoo lasciava intendere che il ragazzo avesse margini. Anche perché negli ostacoli si cresce di pari passo con i progressi nella tecnica e con l’esperienza. Più si va avanti, più si migliora. Anno dopo anno. Lui ne ha 21, ha margini incredibili”.

Quest’estate cosa ci possiamo aspettare?
“Se è stato capace di correre i 60hs indoor in 7″43 io credo che, sulla base della velocità dimostrata sui 60 piani, dove ha corso in 6″59, possa tranquillamente polverizzare il record italiano (che appartiene a Dal Molin, 13″27). Di solito queste previsioni non le sbaglio”.

Cosa ti colpisce di Simonelli?
“Ha tutto. A cominciare dalla testa. Non è facile fare il personale e in successione i record meeting dopo meeting, e ripetersi ai mondiali. Questo vuol dire che è un animale da gara. Che sa trovare l’acuto quando più conta. Quando molti altri cadono sotto le pressioni”.


E tecnicamente?
“La compostezza. Ha la fortuna di essere allenato da Giorgio Frinolli, allenatore di vedute ampie, che proviene di certo dalla tradizione del padre Roberto e dalla scuola degli Ottoz, ma ha saputo fare tesoro delle metodologie del passato senza fossilizzarsi. Inoltre, non è più come 20 anni fa. Adesso l’atleta è gestito a 360° da diverse figure specializzate. Era ora che anche l’atletica beneficiasse di questa organizzazione che si sta rivelando determinante per l’aggiornamento dei record di vecchia data”.

Pensi che Lollo possa tornare utile anche in chiave staffetta?
“La 4×100 al momento è molto affollata, considerando anche i ritorni di fiamma come quello di Ali. Lorenzo dalla sua ha il 10″25 corso sotto la pioggia l’anno scorso e il 6″59 all’esordio indoor nei 60 metri. Anche sulla velocità pura potrà dire tranquillamente la sua. Ma penso che faccia bene a concentrarsi sui 110 ostacoli”.

Quali possono essere a questo punto i suoi obiettivi per le due grandi manifestazioni del 2024?
“Agli Europei di Roma sarà uno dei favoriti e deve andare per una medaglia, sapendo di doversela vedere soprattutto con i francesi Belocian e il giovane Zhoya, uno un po’ simile a Lorenzo e ben allenato da Ladji Doucouré. A Parigi il discorso cambia, perché non ci sarà soltanto Holloway. Alle Olimpiadi avrà vinto se riuscirà a fare quello che vale. Secondo me il suo tempo è intorno ai 13″10”.

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