Il gran caldo non molla la presa, soprattutto al Centro-Sud. Nelle prossime ore, nonostante il mese di agosto si stia esaurendo, sono attesi ulteriori rialzi della temperatura e una nuova ondata di calore che ancora una volta renderà complicatissime le giornate degli italiani, a maggior ragione per quelli che vogliono continuare ad allenarsi.
In piena emergenza climatica è bene ricordare quali sono i rischi di un’attività fisica intensa all’aperto: tra questi, uno dei più seri da prendere in considerazione è il colpo di calore, una situazione molto pericolosa che riguarda in generale tutte le persone che si espongono al caldo estremo di questa infinita (e sempre meno sostenibile) estate.
Correre con il caldo non è sempre pericoloso. Il corpo possiede meccanismi molto efficaci per mantenere una temperatura corporea stabile, anche durante uno sforzo intenso. Il problema sorge quando questi meccanismi falliscono perché la temperatura (superiore a 30-35 gradi), l’umidità, l’intensità dell’esercizio o la disidratazione “la spuntano” sulla capacità del corpo di raffreddarsi.
Quando ciò avviene, siamo in presenza di un colpo di calore, emergenza medica che richiede un intervento immediato perché può comportare gravi conseguenze.
Il colpo di calore ha sintomi chiari e precisi
Il colpo di calore non si verifica senza un preavviso. In realtà, la maggior parte dei runner avverte una serie di sintomi molto chiari, anche perché stiamo parlando di un corpo che a un certo momento non è più in grado di termoregolarsi.
E’ il sistema nervoso centrale a dare solitamente i primi segnali di allarme. È comune avvertire una sensazione di confusione e difficoltà di concentrazione. Possono poi comparire vertigini, mal di testa crescente, irritabilità e visione offuscata, unite a una sensazione improvvisa di perdita totale di forza alle gambe. In presenza di questi sintomi, è bene interrompere subito l’allenamento.
Anche i brividi, specie se a temperature molto elevate, fanno parte dei segnali da non trascurare. La loro comparsa segnala che il corpo non sta compiendo la termoregolazione.
Anche l’apparato digerente, quando il corpo è incapace di raffreddarsi, riceve un flusso sanguigno minore e pertanto “si fa sentire” con nausea, vomito, dolore addominale o mal di stomaco.
Attenzione poi a non fidarsi della sudorazione. E’ comune l’idea che durante un colpo di calore si smetta di sudare: una situazione che spesso non si verifica con chi sta correndo, che invece continua regolarmente a sudare anche quando la temperatura corporea è molto alta.
Cosa fare se succede e come prevenire
Se dunque si ha un sospetto di colpo di calore, occorre innanzitutto interrompere l’allenamento. Di seguito, è consigliabile cercare l’ombra o meglio ancora un luogo chiuso climatizzato, togliere gli indumenti non necessari, rinfrescarsi con acqua fredda, iniziare a bere liquidi freschi a piccoli sorsi e in caso di perdita di coscienza o stordimento chiamare il 118.
Come allenarsi per prevenire un colpo di calore con queste condizioni climatiche?
I consigli sono sempre gli stessi. Correre a ritmo più lento, allenarsi al mattino presto, idratarsi, ascoltare il proprio corpo.
Il primo consiglio è quello che il runner riesce meno a mettere in pratica. Ma bisogna mettersi in testa che correre più piano non significa non allenarsi, ma farlo in modo diverso.
Correre più piano consente al sistema cardiovascolare di distribuire al meglio le proprie risorse tra muscoli in attività e superficie corporea, specie in condizioni di elevata umidità in cui il corpo fa più fatica a far evaporare il sudore.
Ma di quanto bisogna rallentare?
Sebbene non esistano regole precise e uguali per tutti, alcuni studi scientifici suggeriscono ai runner comuni (non stiamo parlando di atleti élite) di rallentare tra i 10 ai 25 secondi al chilometro quando la temperatura è compresa tra i 25 e i 29 gradi e tra i 20 e i 45 secondi al chilometro quando la temperatura è uguale o superiore ai 30 gradi.
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