Le emozioni di Birmingham: sette giorni di Europei in tre minuti

Di questi Campionati Europei di Birmingham ancora una volta a fortissimi connotati azzurri resteranno tantissime cose. Proviamo a riassumerle in pochissime righe, rivivendo le emozioni che ci hanno fatto vivere i protagonisti.

La regina d’Inghilterra, non ce ne voglia nessuno, è Nadia Battocletti. Riconfermarsi è ogni anno sempre più difficile e la trentina, puntuale come un orologio, non manca gli appuntamenti che contano. La seconda doppietta 5.000-10.000, conquistata con quelle poderose accelerazioni finali, apre scenari stuzzicanti in vista del prossimo biennio caratterizzato da Mondiali e Giochi Olimpici.


Da leccarsi i baffi il rendimento dei salti in estensione. Un oro (molto probabile alla vigilia) è arrivato con Andy Diaz nel triplo (bronzo nella stessa gara di Andrea Dallavalle) ma sono le dimensioni del successo ad aver scosso gli appassionati. Poco ci mancava che non venisse giù il primato del mondo di Edwards e la sensazione è che sia solo questione di tempo.

Gli altri due ori ce li sentivamo meno in tasca. Il riferimento è a Larissa Iapichino ma soprattutto a Dariya Derkach, risorta dalle cicatrici e lanciata verso un ultimo spicchio glorioso di carriera. Senza il fisiologico scotto pagato da Erika Saraceni, che in finale c’era entrata con la miglior misura, e lo sciagurato re-infortunio di Mattia Furlani, sarebbe stato davvero dominio totale.


Due atleti sul podio li abbiamo portati anche nel salto in alto: la leggenda Tamberi e Matteo Sioli, fermato sul più bello da un infortunio.

Nei lanci, nonostante qualche progresso (Padovan nel giavellotto) e la conferma di Sara Fantini, il piatto forte rimane il peso di Leonardo Fabbri cui si è aggiunto il ritorno alle altissime quote di Zane Weir, negli ultimi due anni in grande affanno.

La marcia è il solito forziere e con lo svolgimento contemporaneo delle quattro competizioni le cinque medaglie in meno di due ore hanno fatto un certo effetto e dato una sensazione di potere assoluto.

Sebbene debba disperatamente trovare nomi nuovi soprattutto al femminile, la maratona non è rimasta a guardare grazie alla medaglia d’argento di Pietro Riva. Curioso che qualche giorno prima in pista anche la sua fidanzata Micol Majori – entrambi sono allenati da Stefano Baldini – si era conquistata microfoni e applausi con l’inatteso bronzo nei 5000 metri di Battocletti.

Gli altri scatti da Birmingham

Ma altre istantanee di Birmingham ci vengono in mente e resteranno a lungo impresse nella memoria: la resistenza di Lorenzo Benati negli ultimi metri di una storica 4×400 d’oro e gli strappi di Eloisa Coiro, nuova primatista italiana degli 800 metri e trascinatrice della 4×400 donne di bronzo.

E ancora il quarto posto di Yeman Crippa, incenerito dallo scatto di Gressier nella lotta per un posto sul podio dei 10.000 metri.

Marcell Jacobs a Birmingham.


Il pianto a dirotto di Edoardo Stronati, distrutto dalla morte del nonno. Così come gli affanni in rettilineo di Marcell Jacobs, impossibilitato a confermare il titolo dei 100 da un adduttore più che birichino, e di Samuele Ceccarelli, a un passo da un grandissimo risultato per una malconcia 4×100.

Se per alcuni è stato un europeo non all’altezza delle aspettative (su tutti, Alessandro Sibilio e Zaynab Dosso) e nel tentativo di recuperare per strada Filippo Tortu e Lollo Simonelli, Birmingham ha comunque proposto un ottimo nuovo che avanza, all’interno di una Nazionale abbastanza giovane e pronta anche ad accogliere la generazione Doualla.

Celeste Polzonetti tricolore a Firenze.


Da Sofia Fiorini a Celeste Polzonetti, da Francesco Inzoli a Filippo Dezza, passando per il prodigioso quattrocentista Soudassi, il più giovane della spedizione, le prospettive sono incoraggianti. Anche perché medaglie e prestazioni sono arrivate in un contesto davvero qualificato dove hanno vinto i più forti: dagli Ingebrigtsen ai Duplantis, dalle Mahuchikh ad Amy Hunt, il personaggio simbolo (con 4 ori) di questa edizione.

Avviso ai naviganti: la stagione non è finita. Ci sono gli ultimi giri in Diamond League, un paio di meeting italiani di altissimo rango (Brescia e Rovereto) e la prima volta di Ultimate Championship. Tra due settimane sono in programma anche i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Al via 82 azzurri. C’è odore di vendemmia.

foto Grana / Fidal

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