Federica Del Buono sull’oro ai Giochi del Mediterraneo: “Ma in pista voglio di più”

Di tutti gli ori conquistati dalla spedizione azzurra di atletica ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, quello di Federica Del Buono nei 10.000 metri ha rappresentato il giusto premio all’impegno di una ragazza che tra infortuni e gare poco fortunate aveva sin qui soltanto sfiorato il bersaglio grosso nelle rassegne internazionali di grido.

Nessun dubbio però sul percorso ricco di progressi compiuto negli ultimi tre anni al fianco di Massimo Magnani, con il focus che si è man mano spostato sulle distanze più lunghe fino ad abbracciare i primi esperimenti sulla mezza maratona.

Abbiamo contattato la Del Buono, 31enne del Centro Sportivo Carabinieri, mentre si gode un meritato stacco dall’attività nella sua Vicenza dopo il tour de force dettato dall’aver corso la doppia distanza del mezzofondo (5.000-10.000) sia agli Europei di Birmingham sia, per l’appunto, ai Giochi del Mediterraneo.

Federica, a Taranto hai portato finalmente a casa una splendida medaglia d’oro con una poderosa rimonta. Te l’immaginavi così?
“Innanzitutto l’avvicinamento alla finale dei 10.000 non è stato semplice perché fino all’ultimo ero in dubbio dopo il malessere che avevo accusato il giorno prima sui 5.000 a causa del caldo torrido. Fino al riscaldamento non mi sentivo benissimo e ho sperato che uscisse una gara tattica. Quando a 2 km dalla fine le mie avversarie hanno strappato, in tanti si sono preoccupati. Ma io sapevo che quelle azioni si pagano sempre e che quel caldo non avrebbe perdonato. E’ proprio in quel momento che ho capito che avrei potuto vincere la gara. Ai 600 metri finali, quando ero in piena progressione e il distacco si assottigliava sempre di più, ne ho avuto la conferma”.

Come hai trascorso le 24 ore che ti hanno separata dalla crisi nei 5000 al trionfo nella doppia distanza?
“Ho fatto degli accertamenti, al Coni volevano assicurarsi che fosse tutto a posto. Per fortuna non era niente di importante, avevo solo la pressione bassa e una brutta disidratazione. I medici mi hanno dato il via libera per correre”.

E tu non hai voluto mollare…
“Non mi andava di chiudere la stagione in quel modo, sarebbe stato molto frustrante in base alla mia grande condizione. Anche perché le due gare agli Europei non avevano rappresentato quello che potevo dare. Quindi ho deciso di provarci e se le cose si fossero messe male, mi sarei fermata in gara. Per fortuna è uscita una gara lenta nella quale all’inizio ho potuto risparmiare delle energie”.

Foto Teo & Lele Blog Sport.


Immaginiamo che ad accompagnarti allo start c’erano pensieri negativi e preoccupazioni.
“In realtà ero abbastanza tranquilla sapendo che i 10.000 sarebbero stati diversi rispetto al giorno prima. Lì c’erano atlete molto veloci e tirare era l’unica cosa che potevo fare di fronte ad atlete come Majori e Silva. Nei 10.000 avevo molte più certezze, partivo tra le favorite ed ero sicura che ci fossero stati ritmi più compassati”.

Possiamo dire che a Taranto è finalmente arrivato il tuo momento?
“Però un oro ai Giochi del Mediterraneo pesa meno rispetto alle altre manifestazioni, che restano i miei principali obiettivi. Agli Europei non ho portato a casa i risultati che rispecchiano il mio valore. E per il futuro non ho intenzione di accontentarmi”.

A Birmingham pensavi di poter salire sul podio?
“Non mi sento di dire questo, perché c’erano avversarie fortissime. Però sono partita con l’idea di arrivare più avanti possibile e Micol ha insegnato che quel tipo di risultato lì si può fare. Io mi sono allenata molto bene e valevo il personale, ma agli Europei sono venute fuori delle gare tattiche che non mi hanno permesso di esprimermi al meglio (sesta al traguardo nei 10.000, ndr). Però le gare dei Campionati sono così e io dovrò lavorarci di più”.

A che punto è il progetto strada?
“Dovrò stare più attenta rispetto alla scorsa stagione perché quando corro molto su strada tendo a infortunarmi di più. Bisogna trovare ancora la giusta quadra per evitare che riaccadano i problemi dell’anno scorso. Personalmente sento ancora di non essermi espressa al 100% in pista, credo di avere margini ancora enormi. Allo stesso tempo, l’età avanza e la tendenza sarà inevitabilmente quella di dedicare più tempo alla strada senza però mollare la pista”.

A dicembre 2025, al secondo tentativo, hai portato il personale della mezza a 1h10’07” in quel di Cittadella. Ti rivedremo ancora all’opera sulla 21K in autunno?
“Il percorso dovrebbe essere simile, con un paio di 10K e poi una mezza, anche se a differenza dello scorso anno vorrei di nuovo essere protagonista nel cross. Il calendario è da incastrare, ne parlerò con il mio allenatore nelle prossime settimane”.

L’idea maratona è ancora viva?
“Certo, l’intenzione è quella di allungare ancora. Ma intanto vediamo come va il prossimo inverno”.

La foto di Federica Del Buono in copertina è di Sportmedia

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