Dica 33. Il paziente atletica sta benissimo. Come ampiamente previsto, l’ultimo giro di “Campionati” dell’anno si è concluso con una vendemmia di medaglie. Superata quota 30 per gli azzurri ai Giochi del Mediterraneo di Taranto: 13 ori, 9 argenti e 11 bronzi. Alcuni di questi più “facili” da conquistare, anche se non sempre di livello tecnico inferiore visto e considerato che nell’atletica esiste la verità assoluta dettata dal cronometro o dalle misure. Altri hanno segnato la rinascita di qualche atleta che in campo internazionale al podio c’era finito sempre vicino, altri ancora hanno premiato i giovani in rampa di lancio.
Prendete Francesco Inzoli, Celeste Polzonetti ed Erika Saraceni, tutti protagonisti di una lunga estate a colpi di personal best e imbarcati per gli Europei di Birmingham. Inzoli ha ancora superato abbondantemente gli 8 metri (8,19), attestandosi come il lunghista di riferimento alle spalle del due volte infortunato Mattia Furlani.
Celeste Polzonetti ha dominato la stagione azzurra degli ostacoli, sfiorando più volte il record italiano di Giada Carmassi e correndo ancora in 12″75 sul suolo pugliese.
Erika Saraceni, dopo un lungo stop per infortunio e la rincorsa agli Europei in cui ha portato il suo triplo a 14 metri e mezzo, a Taranto si è permessa il lusso (a 14,21) di finire davanti a una leggenda come Ivana Spanovic.

Meritatissime anche le altre vittorie di quegli atleti che ci mettono il cuore e sono sempre tra i protagonisti delle principali rassegne: da Nick Ponzio (peso) a Giovanni Frattini (giavellotto), da Federica Del Buono (10.000 metri, finalmente a segno dopo una sfilza di piazzamenti) a Ayomide Folorunso (400 ostacoli). Per non parlare delle garanzie Gianmarco Tamberi e Sara Fantini, a segno nell’alto e nel martello. E degli argenti che nascondono grandi prestazioni come il 51″41 nei 400 di Alessandra Bonora e il 12″79 nei 100hs di Elena Carraro.
Una menzione speciale va a Vittoria Fontana, regina dei 200 metri. Poco meno di un anno fa, si procurava un serio infortunio alla coscia e usciva in sedia a rotelle tra le lacrime ai mondiali di Tokyo, gettando alle ortiche ogni chance per la 4×100 di andare in finale. Un anno dopo eccola di nuovo sorridente e in eccellenti condizioni: chi la dura, la vince.

In questa edizione dei Giochi del Mediterraneo, che per la maggior parte degli atleti italiani ha segnato la fine della stagione 2026, meritano spazio anche le staffette d’oro della 4×100 uomini (Ianes, Dentato, Randazzo, Cappelletti), 4×100 mista (Marek, Kaddari, Cappelletti, Pagliarini) e 4×400 donne (Vianelli, Cirillo, Ricci, Accame), quella della 4×400 mista d’argento (Falsetti, Cirillo, Meli e Accame) e quella di bronzo della 4×400 uomini (Falsetti, Meli, Bianciardi, Sito): un mix di esperienza e prime volte che ha funzionato.
Le medaglie dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo
Oro (13): Gianmarco Tamberi (alto); Francesco Inzoli (lungo); Nick Ponzio (peso); Giovanni Frattini (giavellotto); Vittoria Fontana (200); Federica Del Buono (10.000); Celeste Polzonetti (100 ostacoli); Ayomide Folorunso (400 ostacoli); Erika Saraceni (triplo); Sara Fantini (martello); Lorenzo Ianes, Damiano Dentato, Filippo Cappelletti, Filippo Randazzo (4×100 uomini); Eric Marek, Dalia Kaddari, Filippo Cappelletti, Alice Pagliarini (4×100 mista); Clarissa Vianelli, Sara Cirillo, Ginevra Ricci, Ilaria Accame (4×400 donne)
Argento (9): Eric Marek (100); Filippo Dezza (200); Federico Bruno (triplo); Michele Fina (giavellotto); Alessandra Bonora (400); Micol Majori (5000); Elena Carraro (100 ostacoli); Daisy Osakue (disco); Federico Falsetti, Sara Cirillo, Riccardo Meli, Ilaria Accame (4×400 mista)
Bronzo (11): Lorenzo Benati (400); Christian Falocchi (alto); Matteo Oliveri (asta); Alessio Mannucci (disco); Alice Mangione (400); Alice Muraro (400 ostacoli); Idea Pieroni (alto); Sonia Malavisi (asta); Arianna Battistella (lungo); Sara Verteramo (peso); Federico Falsetti, Riccardo Meli, Lapo Bianciardi, Luca Sito (4×400 uomini)
foto Masini / Coni
