Il debutto in maratona di Isabella Caposieno: esperimento nato quasi per caso ma riuscito

Un anno fa il debutto in mezza maratona, con il secondo posto ai campionati italiani e il successivo terzo posto assoluto alla Roma-Ostia. Adesso il salto inatteso in maratona, quando ha ancora 23 anni e tutto il tempo per diventare una protagonista della specialità. Di qualità e grinta ne ha da vendere Isabella Caposieno, piemontese della G. S. Orecchiella Garfagnana, studentessa alla Magistrale di Scienze Motorie al Sism di Torino e fondista in rampa di lancio che domenica scorsa ha esordito alla Maratona di Reggio Emilia conquistando il secondo posto alle spalle della ruandese Clementine Mukandanga con il tempo di 2h44’24”.

“Non avevo minimamente programmato il debutto in maratona – ammette Isabella Caposieno – Quest’anno mi ero concentrata sulla stagione in pista per migliorare nei 5000 metri ma purtroppo a causa di un incidente in bici ho riportato una lesione al tibiale anteriore e sono dovuta rimanere ferma per diversi mesi”.


Ti abbiamo infatti rivista solo in autunno.
“Sono tornata in forma in vista dei tricolori di mezza maratona ma quel giorno faceva freddo e non mi sono scaldata bene. In gara ho rimediato un leggero stiramento che mi ha impedito di lottare per le posizioni d’avanguardia e mi ha fatto poi saltare anche i campionati italiani dei 10 km”.

Come a dire “piove sul bagnato”…
“Ero troppo dispiaciuta e avevo tanta voglia di correre in questo finale di stagione. Per smaltire il nuovo infortunio ho fatto diverse corse lente e prolungate. Un giorno ho raggiunto con una tranquillità i 30 km e ho visto che ero in grado di reggere ritmi da 3’48”- 3’50”-3’55” al km. E’ nata così l’idea di partecipare alla Maratona di Reggio Emilia, che già in passato mi aveva cercato per le distanze minori. Ma ci sono andata senza ansia da cronometro. Ho voluto prenderla come un altro lungo, l’ho preparata in un mesetto”.


Come ti sei allenata con il poco tempo a disposizione?
“Ho aumentato leggermente i volumi rimanendo sempre sotto i 140 km settimanali. Ho fatto molte corse lunghe allenando il ritmo da 3’45”, quello che riuscivo a tenere facile e poi ho iniziato a doppiare le sessioni inserendo dei lavori specifici al pomeriggio”.

Quali sono state le sensazioni in gara?
“E’ stata una fatica “facile”. Il giorno dopo pensavo di non poter scendere le scale invece non è stato così, non ho avuto noie a livello muscolare. Mi sono sentita più stanca dopo le mezze e qualche 10 km. Sono partita con giudizio, sapevo che il percorso non era semplice e c’erano diverse salite. Il passo finale è rimasto attorno ai 3’52″/km. Si può fare anche meglio, ma la prima volta è normale avere rispetto per i 42 km e non era il caso di forzare considerata la natura del percorso”.


Il momento più difficile?
“Non avendola preparata e mai corsa, non sapevo che ci fosse la possibilità di personalizzare i ristori. Intorno al 30° km ho visto che gli altri prendevano i gel e ne ho preso uno anche io, ma non li avevo mai testati ed è arrivato puntuale il mal di pancia. Negli ultimi km avrei avuto le energie per accelerare ma con quei crampi ho dovuto pensare a gestirmi per arrivare al traguardo”.

La rifarai la maratona?
“Sicuramente ma attualmente non ne programmerò. Nei prossimi mesi darò priorità a 10 km e mezza maratona, dove sono consapevole di poter migliorare di molto i miei personali su queste distanze che mi divertono tantissimo. A marzo vorrei ritentare la Roma-Ostia per scendere sotto l’ora e 15. E poi c’è la pista: ho un conto in sospeso con 5000 e 10.000 metri. Ho voglia di correre veloce”.

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