Il doppio volto dei circuiti USA: Athlos NYC rilancia, Grand Slam Track nei guai

Uno ride e rilancia. L’altro soffre ed è sommerso dai debiti. Questa la fotografia dei due milionari circuiti lanciati negli USA a cavallo tra il 2024 e il 2025. Athlos NYC, l’evento di sola atletica femminile lanciato allo stadio Icahn New York da Alexis Ohanian, marito della tennista Serena Williams, dopo l’ottimo esordio dello scorso ottobre, sta lavorando con entusiasmo alla seconda edizione e ha già annunciato in pompa magna un discreto numero di star al via.

La collocazione in calendario (fine stagione, quest’anno subito dopo i mondiali di Tokyo) e la formula spiccia che esaurisce l’evento Athlos in una sola grande serata (gare intervallate a musica e spettacoli) sono elementi particolarmente attrattivi per il pubblico e le atlete, che oltre a lauti ingaggi e premi sulla prestazione si assicurano anche il giveback, ovvero il 10% dei ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti e delle sponsorizzazioni.

Ultima in ordine cronologico ad accodarsi al ricco cast di Athlos è stata la campionessa olimpica degli 800 metri Keely Hodgkinson, che non ha ancora esordito in stagione dopo l’infortunio al bicipite femorale occorso in inverno e spera di tornare in condizione per la rassegna iridata giapponese.


Insieme alla Hodgkinson, annunciate tra le partecipanti di altissimo livello anche le lunghiste Tara Davis e Jasmine Moore (il loro scenario di gara sarà niente meno che Times Square) la campionessa olimpica dei 200 metri Gabby Thomas, le sprinter Melissa Jefferson e Sha’Carri Richardson, la quattrocentista Marileidy Paulino, l’ostacolista Jasmine Camacho-Quinn e la velocista Brittany Brown.

Grand Slam Track riuscirà a pagare i suoi atleti?

Discorso al momento diametralmente opposto per Grand Slam Track. La chiusura del circuito dopo tre tappe su quattro ha svelato le crepe della nuova creatura di Michael Johnson. Il circuito che avrebbe dovuto spazzare via la Diamond League, con eventi distribuiti su tre giorni e un super montepremi, si è presto rivelato un gigante coi piedi d’argilla. E sebbene stia già pensando all’edizione 2026, deve fare i conti con gli atleti che battono cassa dopo aver svolto il loro compito in pista.

Kenneth Bednarek allo Slam Track di Philadelphia.


Secondo la rivista americana Forbes, nessuno dei due pagamenti (uno 30 giorni prima della prima tappa, l’altro 30 giorni dopo l’ultimo evento) previsti dal contratto stipulato con gli atleti è stato formalizzato. Sarebbe stata pagata solo la quota di partecipazione allo Slam di Kingston. Ma non sarebbero solo i contratti d’ingaggio a dover essere saldati. Grand Slam Track dovrebbe ancora pagare per intero i 10 milioni di dollari in premi ai protagonisti di Kingston, Miami e Philadelphia.

Lo staff di Grand Slam Track, con una e-mail inviata ai manager degli atleti, avrebbe riconosciuto la lentezza nei pagamenti e avrebbe indicato come nuova scadenza per il saldo completo il mese di settembre. Riusciranno a mantenere le promesse? Staremo a vedere. In ogni caso, la credibilità del circuito è già stata ampiamente minata da un esordio da dimenticare.

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