Mondo Duplantis ha scelto il luogo peggiore per perdere una gara di salto con l’asta, dopo 40 successi consecutivi spalmati in tre anni e caratterizzati da un record dopo l’altro. Ma la debacle del padrone di casa è stata solo uno dei due verdetti clamorosi del Bahuaus Galan, tappa della Diamond League che domani si sposta in Norvegia per i Bislett Games. Il secondo insospettabile verdetto è arrivato dal mezzofondo, con gli 800 letteralmente sconquassati dal ciclone Audrey Werro.
La svizzera di mamma ivoriana, con una spaventosa accelerazione negli ultimi 100 metri, ha abbattuto per la prima volta in carriera il muro dell’1’54” (la prima a riuscirci dopo 43 anni) fermando il cronometro a 1’53″98 e avvicinandosi sensibilmente al primato del mondo più longevo dell’atletica femminile, quell’1’53″28 detenuto dalla cecoslovacca Jarmila Kratochvílová dal 1983, quando la lotta al doping non era certo sofisticata come oggi. Quella di domenica scorsa è anche la terza migliore prestazione di sempre: davanti c’è ancora la (defunta) sovietica Nadezhda Olizarenko con 1’53″43.
Keely Hodgkinson: sverniciata sul rettilineo ma dà appuntamento a Londra
Quel primato del mondo che la britannica Keely Hodgkinson, all’esordio outdoor negli 800 dopo un poco brillante 400 a Roma giovedì scorso, si è messa in testa di stabilire il prossimo mese, il 18 luglio, a Londra, sempre in Diamond League.
Per il momento Keely deve cedere il passo alla 22enne friburghese, come accaduto sul rettilineo di Stoccolma. E accontentarsi del personal best nonché record britannico. Perché in Svezia la 24enne di Wigan ha corso in 1’54″33 (ora è la sesta all-time), meglio di quanto fatto nella finale olimpica di Parigi. Ha attaccato ai 300 metri ma non è riuscita a staccare Audrey, che a sua volta è partita sul rettilineo finale in maniera irresistibile.

Avviso ai naviganti: la prestazione di Hodgkinson non è affatto una controprestazione. Ha comandato la gara. E’ passata in testa ai 400 in 56″2. Il suo tempo finale è stato strepitoso. E’ Werro ad aver fatto qualcosa di straordinario.
“Sono contenta che Audrey mi abbia spronata per tutta la gara e che poi abbia lottato con me fino al traguardo, ma non permetterò che succeda di nuovo – ha detto la Hodgkinson – Non me l’aspettavo ma una sorpresa del genere è positiva per me e per entrambe. Così possiamo correre sempre più veloce”.
Werro: in due anni quasi quattro secondi in meno
La crescita di Werro, negli ultimi due anni, è stata poderosa: nel 2024 per la prima volta ha sfondato la barriera del minuto e 58, l’anno scorso ha cambiato marcia fino all’1’55″91 realizzato a Zurigo alle finali di Diamond League. Ora altri due secondi di progresso per posizionarsi a un passo dalla storia.
Per Hodgkinson e Werro, che era stata argento ai mondiali indoor proprio alle spalle della rivale e già world leading a Rabat, è facile prevedere un’estate scintillante.
In ballo non c’è solo il duello per il titolo europeo a Birmingham che verrà assegnato nella serata di venerdì 14 agosto. Ma soprattutto il record mondiale di una distanza mai come adesso fertile, perché nel lotto non vanno dimenticate nemmeno l’iridata di Tokyo Odira e due talenti puri come Athing Mu e Mary Moraa, che negli ultimi due anni, per diversi motivi, sono sparite dai radar.
foto Diamond League
