Lhoussaine Oukhrid e gli otto anni di squalifica

Otto anni di squalifica. E fine della corsa per Lhoussaine Oukhrid, il campione italiano di maratona (si era imposto nello scorso febbraio alla Maga Circe, dove non c’erano i migliori della specialità), trovato positivo lo scorso 25 giugno all’Eritropoietina Ricombinante (EPO), sostanza proibita ormai nota e utile a migliorare la resistenza e le prestazioni aumentando la capacità del sangue di trasportare ossigeno.

Per Oukhrid è arrivata la pena più pesante prevista dal regolamento Nazionale antidoping: ha effetto a partire dal 25 giugno 2025 e sarà valida fino al 24 giugno del 2033, quando l’atleta sarà ormai sulle soglie dei 50 anni.

Si conclude con ogni probabilità la lunga parabola del mezzofondista di origini marocchine, alla ricerca del successo a tutti i costi e che era già stato catturato dalla piaga del doping: nel 2018 era stato trovato positivo sempre all’EPO ai campionati italiani di mezza maratona e in quell’occasione aveva incassato quattro anni di squalifica, tornando alle competizioni nel 2021. Ora la “ricaduta“, che comporta automaticamente il doppio della pena.

Una storia triste, di certo né la prima né l’ultima, che vede protagonista atleti alla continua ricerca di scorciatoie. Che perdono di vista la lealtà e la realtà, tradendo i valori dello sport e sé stessi. Che sfidano le regole e si ritrovano poi con un pugno di mosche in mano e alla gogna mediatica.

Condanniamo l’Oukhrid atleta, non giudichiamo l’uomo, in preda a un grave disagio. Speriamo che possa capire e ammettere gli errori, trovare attorno a sé le persone giuste per superare il momento, mettersi alle spalle una brutta parentesi di vita e voltare pagina, lontano da uno sport che lo ha spinto oltre il consentito.

Potrebbe interessarti anche...

Gli articoli di questo autore

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *