Domenica pomeriggio, alle ore 18, è previsto un altro appuntamento di prestigio con la Diamond League. Allo Stadio Charlety di Parigi – caldo soffocante permettendo, si parla nelle ultime ore di possibile annullamento della tappa – per noi italiani i fari saranno puntati soprattutto su Marcell Jacobs, atteso a un test importante sui 100 metri a venti giorni dal sub-10 di Roma.
Come al Golden Gala, il poliziotto delle Fiamme Oro sarà stimolato dalla presenza del campione olimpico Noah Lyles, ma sul rettilineo parigino a sfidarlo ci saranno anche Jordan Anthony, Trayvon Bromell, Jeremiah Azu, Emmanuel Eseme, Ferdinand Omanyala e Akani Simbine.
Febbre da 800
Una delle gare più attese del meeting saranno ancora una volta gli 800 donne: in attesa di rivedere in pista la britannica Keely Hodgkinson, ecco un altro duello appassionante tra Audrey Werro, a un passo dal primato del mondo in quel di Stoccolma (1’53″98) e fresca di record continentale sulla distanza spuria dei 600 metri (1’22″85, siglato a Biel tre giorni fa), e l’olandese Femke Bol, potenziali protagoniste agli Europei di Birmingham del prossimo agosto.
La Bol è stata battuta nettamente dalla svizzera a Ostrava una settimana fa, ma domenica scorsa a Hengelo – con la prima vittoria sulla nuova distanza – ha ancora una volta dimostrato di non aver imboccato per caso la strada del doppio giro di pista, peraltro una di quelle notizie che ha acceso gli appassionati di atletica negli ultimi mesi.
Agli FBK Games, l’ex iridata dei 400hs è infatti apparsa sempre più a suo agio sulla distanza, prendendo con padronanza il comando delle operazioni e pure con largo anticipo, anche perché costretta da un passaggio ai 400 piuttosto lento causato dal ritmo non trascendentale della lepre De Witte.
La strada è ancora lunga ma…
A queste condizioni, l’1’57″42 che ne è venuto fuori – poco oltre l’1’57″13 di Ostrava che rappresenta il suo PB – è tanta roba: ultimo giro sotto il minuto, ultimi 300 metri in costante accelerazione e una facilità di corsa invidiabile nonostante il caldo torrido.
Per la 26enne di Amersfoort resta probabilmente da perfezionare il movimento della parte alta, con braccia e spalle ancora troppo bloccate, eredità degli ostacoli.

I primi test all’aperto sugli 800, come del resto quelli in sala a febbraio, non le hanno dando torto. Femke è già una delle campionesse che ha saputo meglio performare al cambio di specialità. E non stiamo parlando di un semplice passaggio dai 100 ai 200 o 400. Ma di due discipline diverse e complesse: i 400hs e gli 800, la gara più imprevedibile e bastarda dell’atletica.
Lo staff tecnico al momento è molto soddisfatto. Sanno di avere tra le mani una ragazza che ha classe, polmoni e testa sopraffini. Dicono che la sperimentazione sugli 800 sia stata suggerita dall’impressionante facilità di corsa, quasi modalità jogging, azionata sui 400 piani. E che nei successivi meeting possa scendere di molto perché sin qui è arrivata al traguardo non proprio a corto di energie.
Da qui a dire che possa battere le migliori (o l’attuale Werro) ce ne passa. Ma tempo al tempo. Femke probabilmente ha scelto il momento giusto per trasformarsi in mezzofondista. Gli stimoli non mancano di certo. A cominciare da un record del mondo che dura da troppo tempo.
