Se esiste un dio degli atleti, allora questo dio mai come stavolta ha pensato bene di premiare una ragazza di grandissimo talento che ha sofferto tanto in carriera e che nelle ultime stagioni è stata letteralmente messa al tappeto da un tendine più che capriccioso. Eppure Dariya Derkach è stata più forte delle cicatrici, dei delicati interventi chirurgici, delle critiche, di quei salti da 13 metri in cui appariva irriconoscibile e prossima al tramonto. Ma si sa, non è finita finché non è finita. E stasera, a 33 anni, è campionessa d’Europa di salto triplo.
L’allieva di Alessandro Nocera è nella storia. Mai un’azzurra aveva vinto l’oro in questa specialità. A riuscirci a livello continentale era stata solo Simona La Mantia ma indoor nel 2011.
ha dominato una finale caratterizzata dalle folate di vento a favore. Una serie di altissimo livello, che Dariya ha ammazzato con la misura di 14,60, nuovo primato personale dopo il 14,53 e il 14,48 saltati in avvio, e indice di una condizione spaventosa e per certi versi annunciata dalle precedenti prestazioni stagionali.
Per il triplo italiano la festa potrebbe essere appena cominciata. Perché nella gara maschile siamo pronti a calare tre assi: il favorito Andy Diaz, il vicecampione del mondo Andrea Dallavalle e un Simone Biasutti in grande ascesa.
foto Grana / Fidal
