Erika e Kelly tesori d’Italia

Erika e Kelly. Una balza da impazzire, l’altra corre come una scheggia. Saraceni e Doualla, eccoli i primi due hurrà, neanche troppo a sorpresa, degli europei under 20 di Tampere. L’oro nel triplo di Erika è diventato ufficiale attorno alle 17,20, ma era già stato riservato fin dalle qualificazioni. Il trionfo nei 100 metri di Kelly si è invece materializzato alle 19,40.

Pomeriggio da sauna finlandese, nonostante le temperature autunnali. A fare sudare gli italiani sono le gesta atletiche esaltanti di due ragazze dal presente dominante e futuro assicurato. Entrambe lombarde, una milanese, l’altra di Sant’Angelo Lodigiano con origini camerunensi. Da ieri campionesse d’Europa tra le Under 20 per dispersione, dopo aver trionfato all’Eyof. Erika nel 2023 a Maribor, nel mezzo una grande crescita e un bronzo mondiale under 20 a Lima. Kelly appena due settimane fa, a Skopje, con quell’11″21 che ha reso inevitabile una sua presenza anche a Tampere, così da entrare nella storia come la più giovane vincitrice di sempre sulla distanza nella rassegna riservata agli juniores.

Kelly Doualla hors categorie

I francesi classificano le montagne più dure del Tour de France “Hors Categorie“. Ecco, Kelly è proprio fuori categoria. Piuttosto che scalare le vette, l’allieva del Cus Pro Patria Milano che si allena a San Donato Milanese (nel gruppo dell’Athletic Elite) infiamma il rettilineo (e asfalta le rivali).


Tempo di reazione da aliena, accelerazione nei primi 30 metri irresistibile. Ottima tenuta e stabilità, segno del lavoro fatto con Walter Monti in questi mesi, il resto è tutto divertimento ed è giusto che sia così. Ma come impedirle di correre anche con atlete più grandi di lei? L’anno scorso correva con le cadette, in un paio di mesi si è dimostrata all’altezza delle altre categorie. Non resta che l’ultimo step, quello dei mondiali: può dare una grande mano alle incerottate staffette del prof. Di Mulo.

Il marchio di fabbrica di Erika Saraceni

Piazzare il salto più lungo all’ultimo dei tentativi rimasti è ormai diventato la specialità della casa di Erika Saraceni. E dire che stavolta il successo era già stato messo in cassaforte un’ora prima. Ma nonostante qualche fitta dietro il ginocchio, la Saraceni non si è accontentata del 14,15 che per un briciolo di vento oltre il consentito non poteva assegnarle il personale.

E così la portacolori della Bracco Atletica allieva di Aldo Maggi è atterrata a un avveniristico 14,24: record italiano, record dei campionati, progresso di 16 cm rispetto al 14,08 con cui aveva aperto la serie eguagliando il PB precedente.


Come non notare i progressi a livello tecnico, la consistenza nei tre fondamentali e nel volo dopo una rincorsa velocissima. Frutto del lavoro fatto a Imperia con Eugenio Paolino, che il navigato tecnico ligure ci aveva raccontato nel dettaglio in un’intervista fatta nel mese di febbraio quando Erika aveva vinto il primo titolo italiano assoluto ad Ancona indoor.

A proposito di assoluti, Erika pochi giorni fa ha poi fatto il bis tricolore, confermandosi la migliore del reame a Caorle e, ranking permettendo, la rivedremo ai mondiali di Tokyo.


Kelly, la categoria delle big, ha avuto modo di assaggiarla a Brescia e ha fatto il suo figurone. Con il crono di 11″21 è già la terza di sempre in Italia e di questo passo non le verrà difficile frequentare il mondo delle grandi, come del resto ha già fatto anche a Tampere.


Erika Saraceni e Kelly Doualla, eccoli i tesori d’Italia (ma ce ne sono altri, non dimentichiamoci dell’argento di Daniele Inzoli nel lungo, del quarto posto di Alice Pagliarini sempre nei 100 e di quelli che conquisteranno altre medaglie nelle prossime ore).

Godiamocele, lasciamole crescere senza pressione, salvaguardiamo i loro giovani e preziosi muscoli. Senza però tarpare le ali a chi sa già come spiccare il volo…

foto Grana / Fidal

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