Intestino e running: probiotici specifici (o di precisione) alleati per la maratona

L’alimentazione, e più specificatamente l’integrazione e l’idratazione, sono temi sempre più caldi per chi abbia a che fare con la maratona, collegati direttamente alle prestazioni e al benessere intestinale più volte messo a dura prova da sforzi intensi e prolungati, dalla tipologia del gesto atletico (mai sottovalutare i continui sobbalzi che implica la corsa) e dalla necessità di tollerare le sostanze assunte (in primis i carboidrati sotto forma di gel) prima e durante la gara.

Tra le strategie nutrizionali che si stanno facendo largo soprattutto a livello pro’ e tengono banco nel mondo della ricerca a livello internazionale spicca quella dell’assunzione di fermenti lattici nel corso della preparazione con il compito di tenere il più possibile in equilibrio la flora intestinale.

Ma non si parla di fermenti lattici in modo generico, per capirci di quelli comuni e reclamizzati che prendiamo in farmacia quando sentiamo lo stomaco sottosopra o abbiamo avuto a che fare con un virus. Ci si riferisce piuttosto alla cosiddetta terapia batterica di precisione, ovvero all’impiego di ceppi singoli (o mono-ceppi) in grado di mettere al riparo la performance dei runner da parecchi imprevisti.

Alfonso Presutto con gli altisti Asia Tavernini e Manuel Lando.


“Non conosciamo ancora alla perfezione il genoma batterico – spiega Alfonso Presutto, nutrizionista di diversi atleti della Nazionale di atletica in procinto di imbarcarsi per Tokyo – ma esistono ampi studi recenti sull’utilità di ricorrere alla terapia batterica di precisione, scegliendo di volta in volta il probiotico più adatto alle esigenze e alle caratteristiche di ogni atleta. Si tratta di scegliere ceppi batterici selezionati per le loro funzioni mirate, in grado di ripristinare l’equilibrio del microbiota. Non bisogna infatti sottovalutare quanto l’intestino sia un organo messo sotto stress nelle discipline endurance, propenso all’infiammazione sia a causa dei duri carichi di allenamento, sia a causa dello stress emotivo, ricordandoci di come ci sia stretta correlazione tra intestino e cervello”.

Alfonso, qual è il ceppo che stai utilizzando maggiormente con i tuoi atleti?
“Al momento utilizzo il Clostridium butyricum CBM588, un ceppo probiotico di origine giapponese che stimola il colon a produrre butirrato, un acido grasso a catena corta (SCFA) che è fonte di nutrimento per l’intestino. Il butirrato è presente in parte nel lume intestinale ma spesso non a sufficienza”.

Il dr. Presutto con il triplista Andrea Dallavalle e Daniele Dessì del centro Fisiologico Milano.


Quali sono i benefici?
“Grazie alla sua capacità di produrre grandi quantitativi di butirrato direttamente nel colon, questo mono ceppo serve a dare energia alle cellule intestinali, gli enterociti, e a nutrirle nel modo corretto. L’intestino funziona meglio e assimila più facilmente i nutrienti. Al contempo invia stimoli positivi al cervello, si infiamma di meno e riesce a proteggersi anche dalle infezioni esterne. E poi c’è un altro grande vantaggio…”.


Prego.
“Rafforza le giunzioni intestinali e aiuta a produrre il muco, risultando così un antidiarroico e contribuendo a evitare uno dei discomfort più temuti in assoluto dai runner durante la prestazione. A questo scopo, è possibile associare alla terapia batterica anche la glutammina, che aiuta a serrare le giunzioni intestinali riducendo il rischio di permeabilità”.

Quando è consigliabile, durante la preparazione di una maratona, assumere questi probiotici mono ceppo?
“Ai miei atleti consiglio di iniziare un ciclo almeno trenta giorni prima della competizione”.

foto in copertina di Grana / Fidal

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