Mondiali, prima giornata: Palmisano e Battocletti d’argento, Fabbri di bronzo

Sempre Antonella. Aveva ragione il marito, Lorenzo Dessi, da quasi due anni anche il suo allenatore, a volerla fortemente indirizzare pure sulla distanza più lunga, la 35 km, che come abbiamo visto sembra spostare relativamente i valori di forza.

Ecco che dopo due lunghi raduni in altura, novità introdotta per il 2025, uno in Namibia e l’altro a Livigno, e dopo sole due gare (l’esordio era avvenuto in Coppa Europa a Podebrady con tanto di record italiano), Antonella Palmisano fa ancora centro ai mondiali. Medaglia d’argento, alle spalle della sola Maria Perez, dominatrice della disciplina che due anni fa, a Budapest, aveva vinto l’oro anche nella 20 km.


Notevole il risultato di Antonella, ancora una volta capace di fornire una prestazione fatta da un mix di classe, esperienza e cattiveria agonistica, specie nel finale quando è riuscita a resistere ai crampi e all’avvicinarsi dell’ecuadoriana Torres.

Puntualissima, sciagura di Parigi a parte, la 34enne di Mottola nei grandi appuntamenti: è il terzo podio iridato dopo i bronzi di Londra e Budapest. E il mondiale non è ancora finito, perché tra una settimana la pugliese delle Fiamme Gialle ha tutto per tornare sul podio nella 20 km che quattro anni fa, proprio qui in Giappone, la incoronò campionessa olimpica.

Antonella Palmisano nella 35 km di Tokyo.


Nadia da impazzire

Nadia e le africane. Come un anno fa ai Giochi di Parigi, la Battocletti è ancora seconda, sempre alle spalle della regina Beatrice Chebet e davanti a tutte le altre, a cominciare dall’etiope Gudaf Tsegay.


La seconda medaglia d’argento per l’Italia arriva grazie a una tattica di gara perfetta. Nadia si fa trainare dalle favorite, resta nel gruppo delle migliori cinque senza mai mettersi al vento. Al suono della campana è quarta, ma ai 200 metri finali segue alla perfezione lo scatto impetuoso di Chebet: secondo posto, nuovo record italiano (30’38″23) e arrivederci a prestissimo per un’altra emozione nei 5000 metri.

Fabbri, bronzo che vale

Come a Budapest, Leo Fabbri è di nuovo sul podio del peso. Stavolta è medaglia di bronzo con un lancio da 21,94, a tanto così dal restare in scia a sua maestà Crouser (22,34) come in Ungheria. A negargli l’argento è il messicano Munoz, che all’ultimo lancio (21,97) lo butta giù di un gradino.


Può sorridere però Leonardo, al termine di un’annata cominciata in salita. Anche se per quanto visto in gara i 22 metri erano alla portata del toscano…

Larissa, così fa male

Dalle tre medaglie in tasca, le prime azzurre di questi mondiali, a una (possibile) sfumata già dalle qualificazioni. I salti di Larissa Iapichino sono un pugno nello stomaco: è la più illustre delle eliminate nel lungo, lei che aveva tutti i numeri (e le misure, non certo il 6,56 di stamani) per salire sul podio iridato.

Invece sulla sabbia ad atterrare è stata la sua controfigura. A causa di una giornata storta, sopraggiunta al momento meno opportuno. Inutile sottolineare la sua delusione, lei che quest’anno si era laureata campionessa europea al coperto, aver superato per la prima volta quota 7 metri e non più tardi di due settimane fa si era aggiudicata il diamante della Diamond League a Zurigo con 6,93.


Il discorso, per lei che puntava a entrare nella storia a trent’anni dall’impresa di mamma Fiona a Goteborg, è rimandato. Le occasioni per rifarsi non mancheranno ma alla talentuosa allieva di papà Gianni servirà del tempo per smaltire una debacle inaspettata.

Diario di bordo

Nell’altra finale di giornata, Italia settima nella 4×400 mista (oro Usa, argento Olanda, bronzo Belgio) condizionata da una prima frazione da dimenticare per Luca Sito (poi Polinari, Aceti e Mangione, tempo finale di 3’15″82).

Foto World Athletics.
Foto World Athletics.


Un discreto Jacobs (10″20) e un’ottima Zaynab Dosso (11″10) avanzano nei 100 metri e sono in semifinale, così come Gaia Sabbatini e Marta Zenoni nei 1500 (non Ludovica Cavalli). Eliminazioni per Osakue (disco), Bertelli e Oliveri (asta) e Zoghlami (3000 siepi).

foto Grana / Fidal

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