Da Randazzo a Falocchi: le verità degli Assoluti indoor 2026 di Ancona

Il round dedicato ai Campionati Italiani Assoluti indoor è scivolato senza grandissimi sussulti. Ci sono state però parecchie prestazioni solide. Quasi tutti i grandi nomi hanno fatto capire di essere a buon punto a venti giorni dai Mondiali anche se i più delicati – vedi i triplisti Dallavalle e Diaz, carte da medaglia – hanno centellinato gli sforzi senza superare la soglia dei 17 metri.

Larissa Iapichino si è confermata al vertice con un normale (per lei) 6,78. E’ chiaro che a Torun sarà tutto diverso e servirà aumentare i giri del motore per tenere testa ai rivali di ben altro spessore rispetto alla concorrenza interna.

Sicurezza Dosso, applausi per Randazzo

Una che in Polonia ci arriverà sicura dei propri fatti è senza dubbio Zaynab Dosso, due volte sul podio nelle ultime due edizioni: bronzo a Glasgow, argento a Nanchino. Non c’è due senza tre verrebbe da pensare, anche a giudicare il 6″99 di poche settimane fa, la miglior prestazione stagionale al mondo condivisa con l’olimpionica Julien Alfred. Niente male per “Za”, riferimento di quello sprint azzurro che si prepara ad accogliere anche la baby Kelly Doualla, ad Ancona non ancora ai livelli del 7″19 del 2025.

Zaynab Dosso regina degli europei.


Diverse le condizioni in campo maschile, dove però fa piacere sottolineare i progressi di Filippo Randazzo, uno che un anno fa – anziché ritirarsi – ha scelto di concedersi un’ultima chance nella velocità consegnandosi nelle mani del prof. Di Mulo.

Il siciliano, in attesa di Jacobs e compagnia cantando, è ora un riferimento e nel giro di pochi giorni ha centrato prima lo standard per regalarsi i Mondiali e poi ha bruciato nella finale tricolore Samuele Ceccarelli, uno che nei 60 metri tre anni fa ha primeggiato addirittura in Europa prima di impantanarsi negli infortuni e nella sfiducia.

Orgoglio Coiro, impressione Succo

Sempre nella velocità, una menzione la merita Eloisa Coiro, ragazza di una costanza ammirevole. Negli 800 viaggia ormai senza intoppi sotto i 2 minuti, ma quando l’atletica è al coperto si diverte anche a misurarsi con i 400. Quest’anno ha proprio fatto il botto, battendo fior di specialiste e fermando il cronometro sui 52″02, il terzo di sempre per un’italiana.


Il mezzofondo in sala è stato ancora una volta dominato da Federico Riva e Ludovica Cavalli. Più probante il test per il romano, che ha dovuto piegare sia nei 1500 che nei 3000 la resistenza di un ritrovato Pietro Arese.

Negli ostacoli, più che il titolo di Elisa Di Lazzaro (bentornata, la cura Frinolli comincia a funzionare) prima per due millesimi su Giada Carmassi, impressiona l’allieva Alessia Succo: il suo 8″08 significa insieme nuovo record italiano under 20 e nuovo record europeo under 18.

Quelli che ritornano: da Falocchi a Dester

Nei salti bisogna registrare tre graditi ritorni. Nel lungo orfano di Furlani ecco gli otto metri (dopo sei anni) di Gabriele Chilà, altro talento frenato dagli infortuni. Più clamorose le misure nel salto in alto. Dopo due anni difficili, Aurora Vicini è tornata a quota 1,90 nell’alto, mentre in campo maschile sono arrivati i sospirati 2,30 di Christian Falocchi, uno che ha ritrovato la retta via soltanto dopo nove anni e ora è pronto a diventare una mina vagante anche a livello internazionale.


A proposito di infortuni, Dario Dester nelle ultime stagioni ne aveva viste di ogni. Ad Ancona è tornato pimpante, tanto da aggiornare di 45 punti il proprio record italiano dell’eptathlon con 6121 punti.

In marcia verso Brasilia

Un capitolo a parte meritano come tradizione i marciatori. Perché loro non tradiscono mai, nemmeno agli assoluti indoor. Francesco Fortunato un anno fa aveva firmato sul campo il record del mondo dei 5000 metri salvo poi vedersi non ratificare il tempo per un problema formale.

Dodici mesi più tardi il pugliese delle Fiamme Gialle, che nel frattempo ha cambiato allenatore affidandosi a Luca Zenti coach dei triatleti, viaggia ancora più forte con 17’54″48, cancellando definitivamente il russo Mikhail Schennikov.


Tra poco più di un mese, a Brasilia, sede dei mondiali a squadre sulle nuove distanze post-riforma (mezza maratona e maratona) ci saranno anche le giovani Sofia Fiorini e Serena Di Fabio. Nella gara dei 3000 dominata da Antonella Palmisano, la prima ha riscritto il primato italiano under 23 con 12’12″41 che apparteneva ad Anna Rita Sidoti dal 1991, mentre la seconda ha aggiornato il suo record nazionale under 20 con 12’31″40.

Chiudiamo la panoramica con Leonardo Fabbri, che al PalaCasali ha lanciato ancora il suo peso a 21 metri e 80. Rispetto allo sfortunato inverno 2025, è già tutta un’altra storia. A Torun si va per fare i protagonisti.

Assoluti indoor: tutti i campioni italiani 2026

60: Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) e Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre)
400: Matteo Raimondi (Pro Sesto Atl. Cernusco) e Eloisa Coiro (Fiamme Azzurre)
800: Giovanni Lazzaro (Aeronautica) e Laura Pellicoro (Bracco Atletica)
1500: Federico Riva (Fiamme Gialle) e Ludovica Cavalli (Fiamme Gialle)
3000: Federico Riva (Fiamme Gialle) e Ludovica Cavalli (Fiamme Gialle)
60 hs: Lorenzo Simonelli (Esercito) e Elisa Di Lazzaro (Carabinieri)
Marcia: Francesco Fortunato (Fiamme Gialle) e Antonella Palmisano (Fiamme Gialle)
Lungo: Gabriele Chilà (Fiamme Gialle) e Larissa Iapichino (Fiamme Oro)
Alto: Christian Falocchi (Euro Atletica 2002) e Aurora Vicini (Carabinieri)
Asta: Simone Bertelli (Fiamme Gialle) e Elisa Molinarolo (Fiamme Oro)
Triplo: Andrea Dallavalle (Fiamme Gialle) e Dariya Derkach (Bracco Atletica)
Peso: Leonardo Fabbri (Fiamme Azzurre) e Sara Verteramo (Cus Torino)
Prove Multiple: Dario Dester (Carabinieri) e Sveva Gerevini (Carabinieri)
4×400Atletica Chiari 1964 Libertas (Andrea Federici, Michele Falappi, Alessandro Astolfi, Vanni Picco Akwannor) e Pro Patria Milano Atletica (Maria Scarano, Serena Troiani, Greta Vuolo, Virginia Troiani) 

I risultati degli Assoluti indoor 2026 su fidal.it

foto Grana / Fidal

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