Simone Barontini ricomincia dall’Inghilterra. Dopo due stagioni senza particolari squilli, il mezzofondista anconetano ha deciso di cambiare aria, separandosi dal tecnico Fabrizio Dubbini per trasferirsi Oltremanica, dove si è unito al gruppo di Jonathan Bigg, allenatore tra gli altri della fortissima britannica Jemma Reekie.
Una svolta netta con cui il 26enne delle Fiamme Azzurre conta di ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Il 2025 è stato piuttosto anonimo: il miglior crono sul doppio giro di pista è arrivato a Rovereto, un modesto 1’46″91, niente a che vedere con il personale di 1’44″34 realizzato due anni fa ai mondiali di Budapest.
“Conoscevo Bigg da qualche raduno effettuato in Sudafrica”, dice Simone, in partenza proprio per il Sudafrica per un primo blocco di lavoro a Dullstrom, dove peraltro ritroverà gli azzurri targati On, Federico Riva e Ludovica Cavalli. “Tornerò a casa per le vacanze di Natale e poi ripartirò per il Sudafrica, stavolta verso Potchefstroom, dove rifinirò la condizione per le indoor”.

Simone Barontini vive ora in un piccolo villaggio vicino Brighton. E ha tanta voglia di tornare competitivo. “Non saprei dire cosa non ha funzionato negli ultimi tempi – confessa – Ne ho parlato con il mio vecchio allenatore ma non abbiamo individuato un’unica causa. Anche con lui ritenevo di poter ancora correre forte, tra noi non è successo niente di particolare. Sentivo però il bisogno di dare una sterzata e di ritrovare motivazioni. Credo che l’unico modo per farlo era quello di rimettermi in discussione con un’esperienza che mi portasse fuori dalla zona di comfort”.
Barontini, che quest’anno non ha partecipato ai mondiali di Tokyo, non si pone ancora obiettivi per il 2026. “È una fase di transizione e non ho particolari aspettative se non quello di tornare a divertirmi. Poi è chiaro che spero di correre forte”.
foto Grana / Fidal

